Tomelleri, Della Torre e Turati per un ricco MercoleGreen

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Ed è nuovamente tempo di MercoleGreen: prosegue con un grande consenso di pubblico, questa particolarissima rassegna ideata da Lele Gambardella dell’associazione Music for Green, è già diventata una certezza del mercoledì sera comasco. Tre concerti in tre locali a pochissimi metri di distanza l’uno dall’altro. “Partenze scaglionate”, a mezz’ora di distanza, così il pubblico può scegliere se trascorrere tutta la serata, o gran parte, in un unico posto, oppure girare alla ricerca di musica. Si parte alle 19.30 al Sorso, in piazza Volta, con un grande esponente del jazz italiano. Paolo Tomelleri incrocerà il suo clarinetto con il pianoforte di Davide Corini. Tomelleri non ha bisogno di presentazioni: gran parte degli artisti emersi alla fine degli anni Cinquanta gli deve qualcosa. Destreggiandosi tra numerosi strumenti, appare nelle incisioni di grandi come Gaber, Jannacci, Tenco e Celentano, ma il suo grande amore è sempre stato il jazz a cui ha dedicato una carriera lunga e ricca di soddisfazioni, fatta di innumerevoli concerti, tanti dischi e svariate collaborazioni e formazioni. Nel comasco si è esibito spesso in tempi anche recenti e ha insegnato nel Conservatorio cittadino.

Fabio Borghetti e Max Turati

Alle 20 dal Krudo, sempre in piazza Volta, un polistrumentista, Max Turati, incontra un dj, Fabio Borghetti. Nome di punta delle ultime stagioni del mitico Rolling Stone, lo storico tempio del rock milanese, Borghetti può contare su una formazione professionale alquanto versatile, che passa dalla dance al rock, attraverso contaminazioni multiple, per arrivare alle ultime tendenze della scena internazionale, seguendo un gusto libero da preconcetti e limitazioni. Un passato da cantante con una rock band, un presente da giornalista e critico musicale, anche per BiBazz, e alcune collaborazioni con il mondo della radio, sono le sue esperienze più importanti. Turati suona pianoforte, sassofono soprano, tenore e alto, accordeon cromatica, tastiere, flauto traverso, armonica cromatica e canta spaziando in tutti i generi musicali con vent’anni d’esperienza alle spalle.

Infine al Lighthouse di via Garibaldi 59 l’ultima performance comasca di Damiano Della Torre prima di una trasferta alle Canarie che potrebbe prolungarsi molto a lungo. Damiano Della Torre, musicista comasco che è stato uno dei grandi protagoniste delle serate live lariane prima di trasferirsi negli Usa. Negli Stati Uniti ha collaborato con il grande bluesman Charlie Musselwhite, ma tutti si ricordano di questo eclettico polistrumentista qui, dove è nato e cresciuto e ha iniziato a calcare i palchi imparando a suonare da maestro un incredibile numero di strumenti (oltre a tutte le tastiere anche chitarra, basso, batteria, percussioni, fiati e probabilmente non è ancora finita) per poi mettersi al servizio di artisti come Marina Rei, la Premiata Forneria Marconi, Antonella Ruggiero, perfino Adriano Celentano, Ligabue e Pavarotti oltre a entrare a far parte della band di Sananda Maitreya (l’artista un tempo conosciuto come Terence Trent D’Arby). Tutto questo senza trascurare i suoi progetti individuali, da solista e con il gruppo aperto Radiosky con cui ha realizzato numerosi album. Con lui suoneranno Peter Norman alla chitarra, Simone Peduzzi alla batteria e, ospite dal Cile, Cacito Luna Victoria.

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