The Who al Forum: 51 anni di leggenda rock

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Un pezzo di storia del rock approda al Forum di Assago lunedì 19 settembre. Ed è proprio il caso di dire “un pezzo”, perché oggi, degli originali detentori della fortunata sigla The Who, sono della partita i soli Roger Daltrey e Pete Townshend. Qualcuno dirà che non è poco: la voce è quella di My generation, di Baba O’Riley, di Who are you (balzata nuovamente tra le preferenze dei fan e, soprattutto, dei neofiti da quando è stata utilizzata come sigla per Csi – Scena del crimine), delle opere rock Tommy e Quadrophenia, due album tramutati, poi, in altrettanti film di enorme successo che hanno consolidato il mito di una delle più grandi, influenti e importanti band dell’ultimo mezzo secolo. Townshend, naturalmente, è l’autore di tutta quella musica, della gran parte delle canzoni che sono entrate nell’immaginario collettivo. Ma The Who erano anche John Entwistle, bassista di straordinaria destrezza e incisività, a sua volta compositore da non sottovalutare, responsabile quanto il chitarrista dell’originalità di un sound che si completava con la fragorosa batteria di Keith Moon.

The Who, la formazione storica: Keith Moon, Roger Daltrey, Pete Townshend e John Entwistle

The Who, la formazione storica: Keith Moon, Roger Daltrey, Pete Townshend e John Entwistle

È stato Moon the loon il primo a lasciare questa valle di lacrime nel 1978, travolto – per rubare un’efficace espressione al critico Lester Bangs – da un’overdose di rock’n’roll. Il gruppo gli sopravvisse per un lustro e un paio di album non memorabili prima di sciogliersi, salvo ritrovarsi negli anni successivi sempre con maggiore frequenza. Entwistle, invece, the ox, se n’è andato nel 2002, alla viglilia di un ennesimo tour. Da allora The Who sono The Twho, come qualcuno li ha voluti ribattezzare, aiutati da una schiera di sparring partner di prim’ordine che aiutano Daltrey e Townshend a tenere alta la fiaccola.

Hanno le loro belle età (Roger 72 e Pete 71), i loro inevitabili acciacchi (il cantante è stato fermato da una meningite, recentemente, il chitarrista combatte da anni contro l’acufene – il terribile fischio nelle orecchie – e non distrugge più chitarre da molti anni), ma c’è qualcosa di eroico nel vederli affrontare ancora il pubblico anno dopo anno. Nel 2015 hanno festeggiato i 50 anni di vita (anche se il conteggio dovrebbe partire dal 1964) e pareva fosse giunto il momento di scrivere la parola fine. Invece… ecco il Back to the Who tour 51! A Bologna questi due stagionati rocker, hanno infiammato il pubblico, raggiunti on stage da Simon Townshend, il fratello minore di Pete (chitarra e cori), Frank Simes (tastiere, cori, percussioni, banjo e mandolino), John Corey (tastiere, percussioni, cori e harmonica), Loren Gold (tastiere, percussioni e cori), Pino Palladino (basso) e da Zak Starkey, il figlio di Ringo Starr che collabora con la band dall’ormai lontano 1994 (batteria, ovviamente). Due ore abbondanti di musica, una setlist tutta di classici che dovrebbe essere ripetuta anche a Milano.

The Who oggi: Pete Townshend e Roger Daltrey

The Who oggi: Pete Townshend e Roger Daltrey

Can’t explain
The seeker
Who are you
The kids are alright
I can see for miles
My generation
Behind blue eyes
Bargain
Join together
You better you bet
5:15
I am one
The rock
Love, reign o’er me
Eminence front
Amazing journey
Acid queen
Pinball wizard
See me, feel me
Baba O’Riley
Won’t get fooled again

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