The Orphan Brigade, dalle grotte di Osimo a Cantù

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Ritorna The Orphan Brigade. Ritorna, lunedì 20 novembre alle 21.30 sul palco del club canturino All’Unaetrentacinquecirca che ha sempre visto un pubblico generoso applaudire questi tre artisti che hanno fatto causa comune per registrare dischi unici, atipici come Heart of the cave, album numero due, molto atteso, dalla genesi assolutamente inusuale, come il suo predecessore. Soundtrack to a ghost story, l’esordio, era stato registrato a Octagon Hall, una casa infestata doc, isolata, a Franklin, Kentucky, un’ora di macchina da Nashville. In questo caso, invece, tre si sono radunati a Osimo, provincia di Ancona, per scrivere nuovi brani. Ben Glover, Joshua Britt e Neilson Hubbard hanno tutti carriere individuali, ma quando si riuniscono scatta qualcosa di speciale fra di loro, anche quando sono… chiusi nelle grotte.

«Abbiamo utilizzato queste caverne per esplorare il tema della trasformazione – racconta Glover – Abbiamo trascorso una settimana esplorando questi luoghi sotto la città e abbiamo utilizzato quell’ambiente, quell’atmosfera e le storie che abbiamo appreso per dare forma a canzoni che trattano anche di templari, massoni e altre società religiose». E proprio là sono stati sorpresi dal terremoto dell’anno scorso. «È stata un’esperienza completamente nuova, terribile. È stato spaventoso perché non eravamo sicuri sul da farsi quando la terra sotto di noi ha iniziato a tremare e i muri a dondolare. E abbiamo pensato al nostro primo disco, registrato in una casa ‘infestata’: lì dovevamo confrontarci con la paura del paranormale, ma qui la paura era reale e sicuramente ha avuto ripercussioni anche sull’album».

The Orphan Brigade: Ben Glover, Neilson Hubbard e Joshua Britt

E a Cantù, nel loro ultimo concerto, poco più di un anno fa, avevano anticipato qualche brano. «Osimo (I come to life) è la prima nuova canzone che abbiamo scritto e parla proprio dell’ingresso nelle caverne, viaggiando sottoterra: simboleggia anche il viaggio che vogliamo compiere dentro noi stessi alla ricerca delle nostre verità. Flying Joe parla di San Giuseppe da Copertino che poteva levitare e volare! Le sue spoglie sono conservate proprio a Osimo. Meet me in the shadows è stata scritta in una grotta utilizzata dai templari».

Atmosfere decisamente dark, quindi, com’era stato nella casa infestata. Costruita nella seconda metà del XIX secolo da Andrew Jackson Caldwell, Octagon Hall, non è la casa della Famiglia Addams, ma poco ci manca e i fantasmi che la popolano dovrebbero appartenere a soldati confederati della guerra civile americana. In qualche caso, giuravano i protagonisti, fenomeni inspiegabili come passi veloci al piano di sopra, naturalmente disabitato, sono anche stati registrati e sono entrati a far parte del disco. Entrambi i cd sono stati pubblicati in Italia dall’intraprendente label brianzola Appaloosa che inserisce nei libretti anche le traduzioni dei testi, per calarsi completamente “nel cuore della caverna”.

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