The modfather Paul Weller, rivoluzionario all’Alcatraz

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Dopo due anni dalla sua ultima presenza in Italia, il sold out registrato domenica scorsa all’Estragon di Bologna e il bagno di folla ottenuto al Teatro della Concordia di Venaria Reale di Torino parlano da sé. Così come parlano da sé i suoi quarant’anni di vita artistica, iniziata a metà degli anni Settanta con The Jam, che nel 1977, con l’album In the city, affiancarono i Clash nel White riot tour, e proseguita per qualche anno con gli Style Council, ai quali si attribuisce l’invenzione dell’Acid Jazz. Forte di queste esperienze, nel 1989 Paul Weller, cantante, chitarrista e compositore britannico, considerato universalmente il re del mod revival, ha intrapreso la carriera solista, che lo ha portato a pubblicare tredici dischi (la sua produzione tocca così quota venticinque), di cui l’ultimo, uscito nel maggio di quest’anno, dal titolo A kind revolution, è stato giudicato dalla critica come il più riuscito degli ultimi vent’anni. Un album che conta numerose collaborazioni, tra le quali Robert Wyatt e Boy George, una decina di brani dalla scrittura brillante, che mischiano sapientemente tra loro rock, jazz, soul e funk, protagonisti, insieme ad altri del suo vasto repertorio, delle uniche tre date italiane del tour, l’ultima delle quali si terrà martedì 12 settembre, alle 21, all’Alcatraz di Milano.

Nic Cester

In apertura si esibirà Nic Cester con The Milano Elettrica, progetto tutto italiano del leader della band australiana Jet, famosa soprattutto per quella Are you gonna be my girl che nel 2003 conquistò la vetta di ogni classifica. Cester, da diversi anni residente sul lago di Como, è in procinto di pubblicare un disco da solista, ed è accompagnato da una formazione assolutamente unica, che ha mostrato il suo talento aprendo, a luglio, i concerti dei Kasabian: Sergio Carnevale, ex Bluvertigo, e Daniel Plentz dei Selton alla doppia batteria, Adriano Viterbini, chitarra dei Bud Spencer Blues Explosion, il chitarrista Raffaele Scogna e il bassista Roberto Dragonetti, entrambi componenti della band-supporto del rapper Ghemon, Domenico Mamone, sax dell’Orchestra di Via Padova e degli Ottavo Richter, e Paolo Ranieri alla tromba. Biglietti in cassa a 35 euro.

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