Tante voci per De André per i 10 anni dello Spazio Gloria

0 1326

Quella di Dai diamanti non nasce niente, l’annuale omaggio a Fabrizio De André che si ripete ogni gennaio dal 2007, aprendo le attività del Circolo Arci Xanadù allo Spazio Gloria, è la cronaca di un successo annunciato. Fin dalla primissima edizione, questo evento organizzato da Renato Franchi non manca di richiamare un pubblico di appassionati, estimatori dell’artista, amanti della canzone d’autore, tutti desiderosi di ascoltare le interpretazioni dei brani più o meno celebri, ma anche le proposte che arrivano dagli artisti coinvolti.

Vittorio Liberti, Marco Belcastro e Franco Parravicini

E anche l’edizione di sabato scorso non è stata da meno. La serata è stata introdotta da Enzo D’Antuono, presidente di Xanadù, che ha sottolineato come non si trattasse, unicamente, di un’occasione per ascoltare musica assieme, ma anche dell’inizio di una celebrazione, quella per il decennale dello Spazio Gloria, che è anche una chiamata alle armi. Quando l’Arci rivitalizzò lo storico cinema, la volontà era quella di creare uno spazio culturale polifunzionale, aperto a tutti, un luogo per la città. Così è stato, ma gli adeguamenti strutturali per riottenere l’agibilità richiedono uno sforzo economico notevole. È stata anche scritta, e fatta sottoscrivere ai presenti, una lettera aperta da inviare a tutti i candidati sindaco per le imminenti elezioni comunali evidenziando come la chiusura sarebbe una perdita vera per Como.

La serata, aperta dai giovani Anklebiters, ha subito suscitato forti emozioni grazie a Paolo Scheriani. Cantante, perfino con un trascorso sanremese, attore, ha dedicato la sua performance a Pier Paolo Pasolini, proponendo Una storia sbagliata, il brano che De André scrisse con Massimo Bubola incentrato proprio su quel delitto dai risvolti sempre oscuri, incorniciando la canzone tra il celebre Io so del poeta e il Recitativo di Tutti morimmo a stento.

Max Piro

Giò Bressanelli è stato il primo a proporre anche brani propri mentre Marco Belcastro, accompagnato da altri due grandi musicisti come Vittorio Liberti al pianoforte e Franco Parravicini alla chitarra, ha cantato, tra le altre, Suzanne, Giovanna D’Arco e Nancy, le tradizioni di Leonard Cohen, scomparso lo scorso anno e ricordato a più riprese nella serata. Tutti brani che si trovano in Alle nuvole in viaggio ha legato il suo amore, album di recentissima pubblicazione.

L’intensa esibizione della Max Piro Band ha lasciato spazio a Lorenzo Monguzzi. Solo un brano di De André, Il testamento di Tito, per un artista che lo ha cantato a lungo con i Mercanti di Liquore. Ma canzoni come Portavèrta sono già dei classici e non sfigurano assolutamente (da incorniciare la traduzione in dialetto lombardo della Folsom prison blues di Johnny Cash che si sposta a San Vittore).

Lorenzo Monguzzi

Dopo il duo di Marco Gastaldi e Stefano Tosi, il gran finale, come di consueto, è toccato allo stesso Franchi con l’Orchestrina del Suonatore Jones, richiamando gli altri protagonisti sul palco per un momento corale. Corale come la risposta di un pubblico numeroso e attento fino all’ultima nota, anche se si è suonato fino a tardi.

Tutti in coro per il gran finale

(Foto di Riccardo Nasoni)

Lascia un commento