Sul confine con le Marshmallow Pies

Marshmallow Pies
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Le Marshmallow Pies nascono nel 2011 come duo acustico composto da Francesca Giannella alla voce e Simona Olivo alla chitarra. L’anno successivo si aggiunge al gruppo Greta Rossini al pianoforte. Il trio acquista così la sua forma definitiva e si impegna nel riarrangiamento completo dei pezzi, con l’apporto di diversi strumenti tra cui l’ukulele e il violino.
Secondo album per le Marshmallow PiesNel 2013 viene pubblicato il primo album Between cloudy and sunny days composto da otto canzoni inedite e due cover dal sound acustico e delicato. A partire da fine estate del 2015 il trio decide di inserire una sezione ritmica completa per poter registrare i nuovi brani. Il sound della band cambia completamente e il nuovo album, Goldfish, è uscito nell’aprile dell’anno scorso. Il disco, pubblicato da Moquette Records, contiene undici pezzi dal sound pop, con particolari riferimenti al folk e all’indie rock.

La parola alle Marshmallow Pies:

A tre anni di distanza dal primo album Between cloudy and sunny days, siamo pronte per presentare un nuovo lavoro, Goldfish, in uscita con Moquette Records. La band si è allargata, aggiungendo altri tre componenti (Matteo Cattaneo al basso, Alessandro Cattaneo alla batteria e Lorenzo Parenti alla chitarra elettrica) in modo da avere un sound per noi più completo e mettere da parte la visione romantica e acustica tipica dei nostri brani. Abbiamo speso molto tempo nella scrittura e arrangiamento delle canzoni per poter dimostrare il livello di maturità raggiunto in questi anni. Dopo aver impastato undici brani, ci siamo chiuse al New Mood Recording Studio e con l’aiuto di Frederic Mazzei e Natale de Leo abbiamo inserito basso e batteria nell’arrangiamento musicale. Le registrazioni sono iniziate nel settembre 2015 grazie ai tecnici Frederic Mazzei e Alessio Cirillo; il lavoro è stato completato nel gennaio 2016 con il master effettuato da Maurizio Giannotti del Newmastering. Oltre ai nomi citati, nel disco hanno partecipato anche la violoncellista Micol Zamburlini, Davide Olivo e nella parte grafica Paolo Proserpio.

Mettiamo da parte per un attimo le questioni tecniche e parliamo del contenuto del disco. Abbiamo deciso di intitolare l’album Goldfish, pesce rosso, perchè ci sono un sacco di cose che ci riescono bene e altrettante che invece sono un disastro. Ma una la sappiamo fare meglio di tutte le altre: dimenticarci le cose. Ripetere gli stessi errori più e più volte, dimenticarsi delle persone importanti, dimenticarsi dei propri bisogni o dell’importanza di amare se stessi. Sicuramente non siamo le uniche a sentirsi costantemente come dei pesci rossi con una cortissima memoria. Che questo disco possa essere un promemoria per cercare di migliorare e un’ispirazione per chi lo ascolterà. In generale nei brani aleggia un’aria di cambiamento, non solo musicale e di scrittura, ma propria delle nostre storie.

La band torna a esibirsi in acustico mercoledì 8 novembre Sul Confine, a Cavallasca.

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