Steve Wynn, le nuove canzoni dei Dream Syndicate a Cantù

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Torna Steve Wynn e, con lui, ritorna la leggenda del paisley underground e dei Dream Syndicate, gli esponenti più nobili di quell’acido sound che, negli anni Ottanta, si contrapponeva a tutto quello che imperava nelle classifiche. L’artista statunitense si esibirà martedì 4 ottobre alle 21 All’Unaetrentacinquecirca di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù, con la promessa di anticipare anche qualche nuovo brano dell’imminente album di reunion di quella storica band.

Dream Syndicate oggi

Dream Syndicate today

Dici anni Ottanta e rimbalzano tra le orecchie della mente i Duran Duran e gli Spandau Ballet, i Depeche Mode e gli Ultravox, anche Sabrina Salerno e Samantha Fox. Insomma, non pensi a chitarre, jam strumentali, psichedelia e puro rock. Eppure, somewhere in the Usa, mentre tutti erano distratti, un pugno di musicisti continuava una linea che era stata iniziata dai Velvet Underground negli anni Sessanta (altra musica aliena al contesto dell’epoca), proseguita da formazioni come i Television nel decennio successivo, ed ereditata proprio da Wynn che, dopo qualche falsa partenza, fonda il suo gruppo più importante scippando la sigla proprio ai Velvet. Anzi, tanto per chiarire la competenza e la profondità del progetto, scippando la sigla all’ensemble di musica minimalista di Tony Conrad ove militava John Cale prima di incontrare Lou Reed: roba da Trivial Pursuite della storia della musica. Ma erano tempi belli, quei primi eighties, erano “i giorni del vino e delle rose” e The day of wine and roses esplode come un fulmine a ciel sereno nei panorami sintetici di quegli anni. Esplode, ahimé, si fa per dire, con il senno di poi. In realtà i Dream Syndicate, le belle canzoni di Wynn, la chitarra abrasiva di Karl Precoda, il basso pulsante di Kendra Smith, il drumming martellante di Dennis Duck, non passarono totalmente inosservati, ma le classifiche rimanevano un sogno lontano.

Dream Syndicate yesterday

Dream Syndicate yesterday

Così anche Medicine show, dopo un primo cambio di line-up (fuori Kendra Smith, dentro Mark Walton) è in zona capolavoro, con brani come John Coltrane stereo blues che infiammano i concerti (This is not the Dream Syndicate album… live è la testimonianza perfetta). Parafrasando il poeta (il poeta è Freak Antoni) «Non c’è gusto neanche in America a essere intelligenti» e così anche Precoda abbandona (anzi, scompare letteralmente dalla scena musicale) sostituito da David Provost per Out of the grey. Quello e il successivo Ghost stories non sono ai livelli dei precedenti – anche se, riascoltati oggi, acquistano diversi punti – e Wynn decise di mollare il colpo per proseguire come solista. Meno aspettative, più libertà, una lunga fila di album croce e delizia dei suoi numerosissimi collezionisti. Sì, perché una cult band che si rispetti non può fare a meno del culto, è lapalissiano. Così i Dream Syndicate non avranno venduto un tubo, il nome di Wynn circolerà soltanto tra gli adepti, ma il numero cresce e si intensifica nei decenni successivi quando, all’alba del successo dei Nirvana, dei Pearl Jam, dei Soundgarden, qualcuno indicò nel paisley underground i prodromi del grunge, non sbagliando troppo. Così, una trentina d’anni dopo il primo EP, Steve ha richiamato Duck e Provost (Precoda e Smith continuano la loro carriera di illustri desaparecidos rock) assieme a Jason Victor, bassista dei Miracle 3 di Wynn per una serie di concerti che ora si concretizzeranno in un quinto album atteso per 28 anni. Sul palco di via Papa Giovanni XXIII 7, invece, sarà solo (era atteso ad accompagnarlo, ma ha dato forfait, Rodrigo d’Erasmo, violinista degli Afterhours – un’altra sigla mutuata dai Velvet, e prima ancora di… chiunque), ma l’intensità e il carisma non vengono meno. Anzi, ecco una chicca: Wynn con gli Afterhours al completo qualche tempo fa…

In apertura Braschi, romagnolo di Santarcangelo, di casa negli Usa dove ha registrato con i Calexico per poi dividere il palco con l’altra metà del cielo paisley, Dan Stuart dei Green On Red (e, a sua volta, metà di Danny & Dusty con Wynn). Biglietti a 15 euro.

 

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