Steve Hackett rigenera i Genesis

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A voler ben vedere Steve Hackett è l’elemento storico dei Genesis che è rimasto per meno anni in formazione, ma quando si ha preso parte alla realizzazione di capolavori che hanno fatto la storia della musica degli anni Settanta è difficile allontanare il passato. E così il chitarrista sarà al Teatro Galleria di Legnano giovedì 30 marzo, per riproporre Genesis revisited. Un progetto che si è concretizzato con due volumi di riletture di brani classici. Sono quelli realizzati durante la sua permanenza in quello che fu prima un quintetto, poi un quartetto (senza il frontman Peter Gabriel), «…and then there were three», e poi rimasero in tre, i soli Peter Collins, Tony Banks e Mike Rutherford, quando fu proprio Hackett ad abbandonare, ormai quarant’anni fa. Brani da Nursery cryme, quando entrò nella band iniziando a definire il sound perfezionato poi in Foxtrot e Selling England by the pound. Se non è trascurato il periodo in quattro, quello di A trick of the tail e Wind and wuthering, sarà curioso confrontare le riprese dal concept The lamb lies down on Broadway in versione Hackett che, peraltro, nel frattempo ha sfornato due nuovi album, Wolflight e il recentissimo The night siren che non mancheranno di impreziosire il repertorio. L’anno scorso il musicista è stato protagonista di un appuntamento seguitissimo alla Fim – Fiera Internazionale della Musica a Lariofiere di Erba dove aveva annunciato il suo ritorno in concerto in Italia (qui il servizio di Andrea Quadroni).

Ad accompagnare Hackett sul palco, una band formata da musicisti di altissimo livello: alla voce Nad Sylvan (Agents of Mercy, nella foto), al sax, flauto e percussioni Rob Townsend (Bill Bruford), alle tastiere Roger King (Gary Moore, The Mute Gods), al basso Nick Beggs (Kajagoogoo, Mute Gods) e alla batteria, percussioni e voce Gary O’Toole (Kylie Minogue, Chrissie Hynde). Il concerto è sold out.

(Foto di Gene Steinman / ufficio stampa)

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