Stagione notte: la grande musica del Teatro Sociale

stagione-notte-la-grande-musica-del-teatro-sociale
0 899

È un’Infinita equazione di scienza, arte e musica, quella che animerà la Stagione Notte 2017-2018 del Teatro Sociale di Como. A pochi giorni dall’avvio del festival estivo in Arena, la massima sala cittadina ha presentato l’intero cartellone che animerà il teatro e la città da settembre alla viglia della prossima estate: una rete sempre più fitta di gesti, emozioni, pensieri destinati a tessere la città e a connetterla all’Europa. Alle “prime”, intese come nuovi allestimenti – anche provocatori, mai scontati – il Sociale ci ha fortunatamente abituati ormai da anni, ma il debutto Ettore Majorana – Cronaca di infinite scomparse del giovane compositore italiano Roberto Vertano a portabandiera del cartellone che segna la data del 28 settembre come “prima” assoluta, è storia: un’opera di teatro musicale nuova, nell’ottantesimo dalla misteriosa scomparsa del massimo fisico italiano studioso dei neutrini e dell’antimateria che già intrigò Sciascia, si annuncia con la voglia del regista Stefano Simone Pintor e dello scenografo Gregorio Zurla di unire tutte le recenti possibilità di coinvolgere e stupire il pubblico con uno spettacolo interamente creato e prodotto per Opera Lombardia, Teatro di Magdeburgo e Palau de les Arts di Valencia da artisti under 35, dal direttore Jacopo Rivani ai vincitori del Concorso AsLico 2017 fino ai light designer di Studio Antimateria.

Bozzetto per Ettore Majorana – Cronaca di infinite scomparse

Con il suo corollario di eventi a margine, il focus su Ettore Majorana (nella foto in alto) sarà solo l’inizio di altre “prime”, questa volta nel solco della tradizione interpretata, capifila di altrettanti filoni tematici pregnanti di significati con la figura femminile al centro. Varrà per Carmen, proposta il 19 e 21 gennaio nella visione ribelle, fragile e veemente del personaggio dell’allestimento di Frédéric Roels nato per l’Opéra di Rouen e dell’Alta Normandia con Carlo Goldstein sul podio e rivisitata con una lettura circense adeguatamente adattata a fini formativi per il giovanissimo pubblico di Opera Education, fino all’esplosione moderna dell’ElectroCarmen della serata Marker del 14 aprile.

Bozzetto per Rigoletto

Varrà per il nuovo allestimento del Rigoletto di Verdi in scena nella versione registica di Elena Barbalich il 23 e 25 novembre, che proietterà il primo capitolo della “trilogia popolare” in un Cinquecento stilizzato: Pietro Rizzo, direttore italiano già applaudito dal pubblico del Metropolitan e della Deutsche Oper di Berlino, guiderà i Pomeriggi Musicali verso una nuova, diversa e ulteriore figura di donna, quella della Gilda che ama e si sacrifica. Varrà anche per il festoso festeggiare i duecento anni dalla nascita della Cenerentola di Rossini del 14 e 16 dicembre , con la nuova regia di Arturo Cirillo – che mescolerà arzigogoli baricchi e linearità da architettura industriale – e la presenza sul podio di una giovane direttrice: Lin Yi-Chen, taiwanese di nascita ed elvetica d’adozione, ha già ottenuto il consenso del Rossini Opera Festival. Ad amplificare la festa, il 24 febbraio, verranno due personaggi del calibro di Elio e Francesco Micheli in un Cantiere opera Gioachino Rossini dalla cui narrazione ci si potrà aspettare ogni tipo di risposta sulla Rivoluzione in musica del genio pesarese, mentre il Rossini più profondo avrà un corollario prestigioso nella Petite Messe Solennelle in versione originale a due pianoforti portata in teatro con la serata benefica del 19 dicembre dalla voce comasca nel mondo di Marco Berti, che condividerà il palcoscenico con il giovane soprano Enkeleda Kamani, il contralto Alessandra Palomba e il basso Massimiliano Travagliati. Ciliegina magica e iniziatica, il 3 e 5 novembre arriverà dall’Opéra Royale de Wallonie-Liège la versione di sogno, visionaria dello Zauberflöte mozartiano: concepito da Cècile Roussat e Julien Lubek, il Flauto magico sarà affidato ai vincitori dell’ultimo Concorso AsLiCo diretti da Federico Maria Sardelli, sempre con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali.

Davide Alogna

Le ultime parole vanno doverosamente spese per parlare di cartellone sinfonico e di musica strumentale. Eventi come il ritorno in Teatro Sociale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con la Nona sinfonia di Gustav Mahler, il 27 novembre; l’itinerario di prassi filologica proposto dal violinista comasco Davide Alogna alla riscoperta delle “tre grandi assenti” fra cui il Doppio concerto mozartiano per violino e pianoforte che porterà al Sociale il 24 gennaio l’Orchestra milanese Coin du Roi e il pianista Roberto Prosseda. Il recital del 25 marzo della prodigiosa ventinovenne lecchese Francesca Dego nel Concerto di Mendelssohn con i Pomeriggi. L’unicità del concerto al buio Blind date del pianista Cesare Picco il 26 ottobre e i due concerti della Filarmonica del Conservatorio cittadino non possono non farci immaginare fin d’ora un Teatro Sociale gremito fra palchi, platea e gallerie.

Luigi Piovano e sir Antonio Pappano

Infine, l’anno scorso avevamo sperato fino all’ultimo che l’inconveniente che l’aveva tenuto improvvisamente lontano dal Teatro Sociale si sarebbe potuto risolvere entro la fine della stagione. Ora siamo sicuri che, a un anno di distanza, il destino ci permetterà di ascoltare un duo a lungo atteso. Per giovedì 26 aprile il cartellone notte del Sociale in collaborazione con il Circolo Bellini di Moltrasio annuncia il violoncellista Luigi Piovano in duo con sir Antonio Pappano al pianoforte. Il direttore musicale di Royal Opera House londinese e Accademia romana di Santa Cecilia, baronetto inglese per meriti musicali che tutti chiamano Tony ma non disdegna l’origine italiana, suonerà con il primo cello di Santa Cecilia brani del teramano Gaetano Braga, Brahms e Martucci, portando uno spaccato del secondo Ottocento europeo fra nomi universali e chicche da non dimenticare. Certi che questa sarà la volta buona.

Lascia un commento