Sfera Ebbasta Made in Como

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Giugno, tempo di feste e concerti, anche infrasettimanali. Un’occasione che tutti gli amanti del Trap (un’evoluzione del rap, in cui il ritmo rallenta e vengono utilizzati molti suoni elettronici) non possono assolutamente farsi scappare è la data comasca del rapper milanese Sfera Ebbasta, che martedì 13 giugno porterà il suo Summer tour al Made Club di Como. Il tour, partito ad ottobre dello scorso anno, toccherà molte città italiane e si concluderà a Treviso nel mese di settembre.

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Considerato il re della Trap music italiana, Gionata Boschetti, in arte Sfera Ebbasta, classe 1992, esordisce nel 2015 con il primo street album XDVR, composto da alcuni dei singoli pubblicati nei mesi precedenti e alcuni inediti, che incontrano da un lato buone recensioni da parte della critica musicale ma al tempo stesso suscitano polemiche a causa delle tematiche “gangsta” presenti nei testi, che raccontano la vita dei quartieri di periferia e includono riferimenti ad attività criminali e uso di sostanze stupefacenti. Dopo una prima versione rilasciata gratuitamente, il disco viene ripubblicato in versione reloaded per Roccia Music, l’etichetta discografica indipendente di Marracash e Shablo.
Nell’autunno del 2016 esce il suo primo album in studio, Sfera Ebbasta, interamente prodotto dal giovane producer e beatmaker Charlie Charles, edito dalla Universal (in collaborazione con Def Jam), che presto viene certificato disco d’oro per le oltre 25mila copie vendute. Inoltre, supportato da una massiccia promozione radiofonica e televisiva, l’artista ha partecipato a trasmissioni come Matrix Chiambretti su Canale 5 e Albertino Everyday su Radio Deejay, e quest’anno ha vinto il premio Mtv Music Award agli ultimi Tim Mtv Awards.

Capello rosso e tatuaggi, il venticinquenne che viene da Ciny (come il rapper ha soprannominato Cinisello Balsamo in uno dei suoi brani) è popolarissimo sul web, dove i suoi video vantano milioni di visualizzazioni e condivisioni, ma se la cava molto bene anche dal vivo, tanto che alcune delle date del tour hanno registrato il sold out. «Il rap mi ha salvato la vita – ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Repubblica un paio di anni fa – La prova del nove, il risultato di tenacia più dedizione. Senza il chiodo fisso di diventare un rapper chissà come sarei finito: il lavoro non faceva per me, come la scuola. La vita non può essere sprecata a fare cose che non ti piacciono». A volte, però, anche un pizzico di fortuna non guasta.

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