Rumba de Bodas, cronaca di un successo annunciato (e meritato)

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Chi pensa che sabato sera abbia fatto freddo non si trovava, evidentemente, All’Unaetrentacinquecirca.
Serata caldissima, grazie ai Rumba de Bodas e alla loro inesauribile energia: il gruppo bolognese è tornato dalle nostre parti – immancabilmente a bordo del furgone, segno distintivo – e ha ritrovato tante facce amiche.

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Dopo Montepiatto, Como e Cernobbio, il gemellaggio prosegue, con un secondo appuntamento canturino; chi ancora non li conosceva non è rimasto deluso: i sette ragazzi hanno infiammato il pubblico spaziando, come d’abitudine nei loro concerti (e nei loro album), tra i vari generi, e concedendosi anche una parentesi punk con un pezzo scozzese con conseguente crowd surfing.
Rachel, la nuova frontwoman, ha soddisfatto in maniera egregia le aspettative: dotata di una voce incredibile, è subito entrata in sintonia con tutti i membri del gruppo e sul palco questo si è visto e sentito.

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Pezzi ormai noti, tratti sia da Karval fou che dal precedente album, Just married, hanno goduto di quel pizzico di novità che non guasta mai: a giudicare da quanto abbiamo ballato e in quanti abbiamo cantato, la new entry è stata una bomba.
Con Rumba de Bodas si sono (ri)fatte le presentazioni e si sono aperte le danze; Superpower e Nowadays hanno scaldato l’ambiente, la Cumbia clichè e Marary Fo ci hanno fatto muovere tutti (o quasi) in maniera più morbida e sensuale; Goodnight ha addolcito l’atmosfera per un dovuto momento di tranquillità.

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Il gran finale è, come sempre, con Jamska che ha provocato – letteralmente – un’esplosione tra il pubblico: madidi di sudore ma non ancora stanchi, tutti i presenti ne sono stati coinvolti, elettrizzati.
I Rumba de Bodas ci hanno regalato, di nuovo, una serata piena di ritmo, di divertimento, di simpatia e di ottima musica: in attesa di rivederli dalle nostre parti, potremo seguirli (perlomeno a distanza) nelle loro prossime tappe. Dopo la brevissima pausa al termine del tour estivo, con la data di sabato a Cantù è ripartito quello invernale: Berlino, Goteborg e Amburgo, per incominciare, Capodanno a Lipsia e poi chissà.

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