(Ri)arriva Cristina, ed è subito cartoon

riarriva-cristina-ed-e-subito-cartoon
0 466

Sabato sera: Alcatraz strapieno, pubblico in delirio stipato anche sulle balconate, folla che canta all’unisono e a squarciagola per l’intero concerto: niente di nuovo, se quella che sta cantando sul palco è Cristina D’Avena con i Gem Boy. Stavo quasi per perdermelo, stavolta: evidentemente inizio a perdere pezzi anche io. Poi un amico mi ha – provvidenzialmente – avvisato e io ho prontamente risposto alla chiamata. Non importa che avessi iniziato a tirare tardi due giorni prima (si sa, «Il giovedì è il nuovo venerdì») al Foce per il concerto di Motta e avessi proseguito venerdì sera al Fabrique per sentire Fatboy Slim che ha iniziato a suonare all’1.30 (peccato, peraltro, che la scaletta sia stata pubblicata quindici minuti prima dell’inizio, previsto alle 23). Non mi ha fermato nemmeno la sveglia presto e la camminata a Fa’ la cosa giusta del pomeriggio di sabato. Alla sera dovevo essere lì e, come sempre, divertirmi da matti. Il nostro amico scettico, sacrificatosi (si fa per dire) per accompagnare noi donzelle, non poteva credere ai suoi occhi quando ha visto l’affluenza e la partecipazione del pubblico. E che pubblico! Dai – più scontati – trenta/quarantenni che con le canzoni di Cristina ci sono nati, perché sono nati con quei cartoni animati, ai più giovani che sono stati conquistati con facilità, ai più grandi ancora, che di Cristina sono coetanei.

Ai suoi concerti si trovano giovani donne che si struggono ancora con la sigla di Piccoli problemi di cuore e Kiss me Licia, ma anche giovani uomini che iniziano a saltare con Mila e Shiro e I Puffi: quest’ultimo è il cartone animato con più sigle al mondo, probabilmente e la differenza generazionale si percepisce in base a quali vengano più o meno riconosciute. Per la cronaca, la sottoscritta si ricorda ancora a memoria John e Solfami.

 

Mentre sul palco cantano un medley de L’incantevole Creamy e Volare, mi guardo attorno e noto per l’ennesima volta che sono circondata da gente in visibilio; l’arrangiamento, curato da Rocco Tanica, di Quello che le donne non dicono con le strofe di Siamo fatti così è divertentissimo, così come la performance della guest star Andrea (sì, il fratellino di Mirko nonché padrone di Giuliano) che intona Andiamo ad impanare citando Rovazzi. I Gem Boy non si smentiscono mai e accompagnano Crsitina D’Avena con ritmo, risate, battute e trovate incredibili. La versione ballad della sigla di Dragon Ball – sì conosco anche questa, per aver visto decine di volte il cartone con mio fratello – scioglie anche il ragazzo tutto muscoli e bandana che mi ritrovo di fianco.

Poi, finalmente, l’esplosione di Jem e le Holograms e la stanchezza scompare definitivamente! Potrebbe durare ore e noi non ce ne accorgeremmo: come dice lei stessa, il repertorio è talmente vasto che è impossibile ridurlo. Non c’è problema, comunque: alla prossima occasione saremo ancora tutti presenti, perché Cristina D’Avena è Cristina D’Avena!

Lascia un commento