Raphael Gualazzi presenta il nuovo album al Blue Note

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Raphael Gualazzi protagonista al Blue Note di via Borsieri 37 a Milano mercoledì 21 settembre in doppio concerto alle 21 e alle 23.30. Sarà la data zero del tour del nuovo disco Love life peace, che partirà il prossimo 18 novembre. L’album è stato anticipato dal fortunato singolo L’estate di John Wayne. È il quarto lavoro del pianista da quando Caterina Caselli lo ha preso sotto la sua ala, aggiungendolo a un rooster di artisti che, in questo momento, accoglie big seller come Elisa e i Negramaro. Così anche questo timido jazzista è stato reinventato cantautore e lanciato a Sanremo nel 2011 con Follia d’amore. E il giovane ha subito sbancato: oltre a vincere, la categoria Giovani, appunto, si è accaparrato anche il premio della critica, quello della sala stampa e il premio Assomusica. E non è finita lì: la canzone è stata poi tradotta in inglese (Madness of love), e portata all’Eurovision song contest dove ha agguantato un più che lusinghiero secondo posto. Anche nel 2013 Raphael era tornato all’Ariston ha gareggiato direttamente tra i Campioni così come è accaduto l’anno successivo. Il rapporto con la manifestazione musicale nazional – popolare per antonomasia non lo infastidisce né spaventa: «Sanremo è un’ottima occasione per comunicare il progetto di cui sono produttore artistico, arrangiatore, compositore, autore, musicista e cantante. È, inoltre, una delle poche manifestazioni che rappresentano la nostra italianità musicale – aveva raccontato – Il jazz, del resto, è nato come musica popolare ed cresciuto in contesti tutt’altro che intellettuali. Il periodo del be bop rappresenta e da il via a un’emancipazione di questa musica verso lidi più intellettuali. Quello che oggi si tenta di fare, sull’impronta di tanti che già lo hanno fatto e tanti che si spera lo faranno, è creare canali comunicativi che restituiscano fruibilità a una così importante tradizione che è origine di tutta la musica moderna».

E i suoi amori non sono unicamente jazzistici: citava artisti blues come Bessie Smith e Johnny Guitar Watson, ma anche Etta James, l’outsider Gil Scott-Heron e, soprattutto, Stevie Wonder, quello del periodo più fertile della prima metà degli anni Settanta e nelle performance, soprattutto nei torrenziali groove in cui Gualazzi gareggia con i suoi stessi musicisti per intensità e virtuosisimo, si sentono gli echi di Innervisions e Fullfillingness’ first finale. Due anni fa Raphael è stato scelto come rappresentante della musica italiana di successo nel mondo per la chiusura del semestre Europeo.

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