Quanno chiove al Tremezzina Music Festival

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«Ma po’ quanno chiove / L’acqua te ‘nfonne e va / Tanto l’aria s’adda cagna’…»

Caro Pino, sono certa che avresti esordito così, in una serata come quella di venerdì sera, nel momento esatto in cui il cielo ha deciso di scatenare tutta la sua furia sopra di noi. Al Tremezzina Music Festival era tutto pronto per una serata tra luna e ‘core dedicata a te, con il concerto del Neapolitan Power Ensamble e la proiezione del film Il tempo resterà di Giorgio Verdelli. Invece il cielo ha deciso diversamente, e chissà quante risate ti sarai fatto, guardandoci correre sotto la pioggia battente per pigiarci stretti stretti all’interno dell’Acqua Cheta, alzando preoccupato il sopracciglio davanti all’impresa disperata dei tecnici, eroi fradici pronti a sacrificarsi pur di mettere in sicurezza la strumentazione.

Antonio Onorato, Tony Esposito e Angelo Farias

Ci abbiamo provato, caro Pino, a tenere duro e attendere, nella speranza che il temporale cessasse. Ci siamo distratti chiacchierando e facendo impazzire i ragazzi del bar, costretti a combattere anche contro un, fortunatamente breve, black out, ma è stato tutto inutile. Alla fine ci siamo arresi, ma nonostante abbia vinto il cielo, noi di certo non abbiamo perso. Perché, quando hai a che fare con un pugno di musicisti del calibro di Tony EspositoJoe AmorusoAntonio OnoratoAngelo Farias Mario De Paola, non possono che accadere meraviglie.


E così, Pino mio, quando tutti ormai ci davamo per vinti, Onorato ha impugnato la chitarra, Farias ha imbracciato il basso e, insieme a Tony, hanno dato vita a una piccola ma preziosa performance acustica indoor, davanti a un pubblico strabiliato e felice. E se vi state chiedendo quale dei mille strumenti che conosce abbia potuto suonare Esposito, sono sicura che potrei vincere facilmente la scommessa, perchè non indovinereste mai. Questo gigante della musica italiana, che ne ha scritto buona parte della storia, appollaiato su uno sgabello ha suonato due…. cucchiai.

Tony Esposito: due cucchiai, una pentola e la magia

Sì, quegli oggetti che noi persone normali usiamo giusto per mangiare il minestrone e mescolare il sugo, nelle mani giuste (e nessuna mano è più giusta della sua) sono diventate due strumenti musicali in grado di accompagnare ritmicamente un emozionante medley tra Tammurriata neraThird stone from the sun e Caravan petrol. Quattro brani sinceri e puliti, tra cui è spiccata cristallina la tua Quando, che tutti abbiamo cantato sommessamente, in punta di labbra, pensando a te. Sul finale, Tony ha chiesto persino una pentola (pensa un po’!), che ha suonato in un modo che noi umani non potremmo nemmeno immaginare.

Marco Lizzero, pentoloforo per Tony Esposito

Ti racconto queste cose, Pino nostro, per darti l’ennesima conferma su quanto ci hai lasciato e ci portiamo addosso, sul carattere e il talento dei musicisti di cui ti sei sempre circondato, sulla bellezza della musica come la sapevi fare tu. Alla fine l’aria è cambiata, e ora profuma di buono. Sono convinta che sia anche merito tuo.

(Foto di Edmondo Canonico)

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