Pooh, l’ora dell’addio

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Datemi pure dell’anziana (tanto poi dovreste vedervela con mia madre) ma io al concerto dei Pooh mi sono divertita da matti. Come me, anche il ragazzo – ventenne, a occhio e croce – che ha cantato dalla prima all’ultima canzone, dal primo all’ultimo verso; per non parlare di alcuni bambini quattro/cinquenni che, con nonni e genitori, battevano le mani e ridevano.

Migliaia di fan, alcuni con fascette, palloncini a cuore, ciondoli con il nome del gruppo, hanno accompagnato i “ragazzi” per oltre tre ore senza pause: cinquant’anni – di carriera, parecchi di più anagraficamente – e non sentirli. Dopo i primi pezzi e Dammi solo un minuto è comparso anche Riccardo Fogli, che, insieme a Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Stefano d’Orazio, ha cantato alcuni dei pezzi “storici” , cimentandosi anche con il basso.

Un sospetto – non confermato – di qualche esibizione in playback non toglie nulla allo spettacolo, che è fatto soprattutto di calore ed energia, percepiti chiaramente tra platea e palco. Piccola Katy – che io attendevo con trepidazione – è arrivata presto; mia madre ha esclamato «Avevo diciassette anni!» (non vi venga in mente di fare scortesi conti sulla sua età…) e da quel momento è stato un mix di emozioni, come per l’immancabile la carrellata di foto d’annata su Amici per sempre.

A tratti un po’ ridondanti, forse, i saluti dei cinque artisti sono senz’altro sinceri e profondi. I Pooh si sono congedati dal pubblico con brani che hanno fatto la storia della musica italiana, alternandoli a momenti in cui hanno ricordato le loro sperimentazioni degli anni Settanta.

Tanta commozione ascoltando Pierre: con la comparsa di pianoforte, violoncello e flauto, questa canzone dà il via a un momento più intimo e toccante. Finale in crescendo, tutti in piedi, cantando all’unisono Tanta voglia di voi, Il cielo è blu sopra le nuvole, Chi fermerà la musica, Pensiero, Ancora una canzone. Molto soddisfatta del mio primo e… ultimo concerto: chissà se davvero quei ragazzacci se ne staranno buoni o se ci riserveranno altre sorprese.

(Foto di Antonietta Valente)

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