Percussion Staff per Comin’ jazz

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La rassegna Comin’ jazz si sta rivelando una delle più belle sorprese di questo ultimo scorcio di inverno. La sinergia tra assessorato alla cultura del Comune di Como e numerose realtù locali – il Teatro Sociale, Nerolidio Music Factory, Nota su Nota, Music for Green e il rinato Como Jazz Club – assieme al Cinema Teatro di Chiasso che ospiterà da giovedì la ventesima edizione del suo festival, ha realizzato il sogno di una di una città vivace e sonora. Martedì 14 marzo alle 21 sarà la sede di Nerolidio a ospitare una band atipica, con più di trent’anni di onoratissima carriera alle spalle, per un approccio alla materia musicale prettamente ritmico e percussivo. Non potrebbe essere altrimenti con il Percussion Staff di Pietro Stefanoni, Mauro Gnecchi, Marco Castiglioni, Francesco D’Auria e Fausto Tagliabue. Sono tutti batteristi, provenienti da esperienze anche molto diverse, legati da una profonda amicizia che si sposa alla stima reciproca cementata dal profondo divertimento di fare musica assieme.

È stato l’incontro con Günter “Baby” Sommer, il grande batterista tedesco protagonista di un seminario al Crams di Lecco nell’ormai lontano 1984 a fornire lo spunto per la nascita di questo ensemble. Da allora il Percussion Staff si è esibito in quella che era la Germania Est, patria di Sommer, e nei principali festival europei, arrivando a collaborare con grandi nomi come Konrad e Johannes Bauer, Dietmar Diesner e Gianluigi Trovesi. Un jazz da ascoltare, ma anche da vedere, perché la fisicità di questi musicisti rappresenta un aspetto non secondario dell’impatto del quintetto sul palco, sfruttando, poi, elementi percussivi consolidati ad altri di provenienze eterodosse.

Castiglioni (batteria, congas, vibrafono, marimba, percussioni) è un jazzista di lungo corso che, negli ultimi anni, ha avvicinato anche un pubblico diverso grazie alla proficua collaborazione con i Sulutumana. D’Auria (batteria, hang, tamburi ad acqua, tephonaxli, zufoli a soffietto e percussioni) ha fatto parte di mille formazioni colorando modi diversi di intendere il jazz (ma non solo) con la ricchezza delle sue sfumature. Gnecchi (batteria, “flauto armonico”, tamburi ad acqua e percussioni) negli anni Settanta militava in quella formazione leggendaria per il prog italiano che è il Biglietto per l’Inferno, rinato di recente, e tornato subito alla ribalta. Stefanoni (batteria e percussioni) è allievo di Tullio De Piscopo, ha collaborato, tra gli altri, con Maurizio Vandelli e Franco Mussida e anche con Toto Cutugno e la versatilità è il suo punto di forza. Tagliabue (tromba, flicorno, marimba, vibrafono, pietre, zufoli a soffietto, conchiglia e percussioni) è l’anima “classica” dello Staff, a sua volta con un carnet di collaborazioni importanti alle spalle. Una serata a tutto ritmo prima del gran finale di mercoledì.

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