Peppe Voltarelli, dal Premio Tenco a Cantù

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Primo giovedì live per il club canturino All’unaetrentacinquecirca che per inaugurare un nuovo segmento di concerti punta sul grande cantautore calabrese Peppe Voltarelli, sul palco di via Papa Giovanni XXIII 7 il 17 novembre. Ha appena vinto la Targa Tenco come migliore interprete grazie al bellissimo disco con cui ha ripreso il repertorio dell’antesignano del folk revival nostrano, Otello Profazio. Non è solo un cd, ma anche un libro con un racconto dello stesso Voltarelli, saggi di Domenico Ferraro, Laura Lombardi e Carlo Muratori e una “spigolatura” dei giudizi espressi sull’opera di Profazio da alcuni dei protagonisti di una irripetibile stagione di impegno meridionalistico, da Ignazio Buttitta a Carlo Levi, da Antonino Uccello a Saverio Strati. Voltarelli canta Profazio ha inaugurato una nuova collana di Squilibri, Crinali, dedicata a opere «dove la poesia si converte in musica e la musica si prolunga nella scrittura per raccontare vicende emblematiche della storia culturale nazionale o anche per offrire uno sguardo nuovo e inusuale sull’orizzonte della nostra quotidianità». Peppe è stato per tanti anni voce e guida del Parto delle Nuvole Pesanti.

In questa nuova fase della sua carriera si sta segnalando come cantautore estroso, che fa della performance sulla scena un’arte completa fatta di musica, parole, movimenti e sguardi. Il suo album Ultima notte a Malastrana ha vinto la Targa Tenco per il disco in dialetto. Voltarelli è un personaggio incredibile, di quelli che con in mano un pezzo di carta e un elastico riuscirebbero comunque a dare spettacolo, figuriamoci con una chitarra e una serie di canzoni ironiche, toccanti, intense, mai banali, dall’energia migrante di Onda calabra alla poesia soffusa di Marinai, è un mattatore che ha prestato il suo estro anche al cinema, nel ruolo che non ti aspetti. L’amico regista Giuseppe Gagliardi, con cui aveva già collaborato recitando in La vera leggenda di Tony Vilar e scrivendo la colonna sonora di Tatanka, gli ha affidato una parte che definire inattesa è semplicemente riduttivo: Peppe, da Cosenza con grande ardore meridionale, è Roberto Maroni in 1992, una fiction che ricostruisce il clima dell’anno di Tangentopoli e dell’ascesa politica della Lega Nord. Nel 2014 ha pubblicato Lamentarsi come ipotesi, un altro album che ha raccolto grandi consensi, non solo in Italia. E c’è anche una liaison comasca, anzi, laghée: tra i grandi estimatori di Voltarelli, fin dai tempi del Parto, c’è anche Davide Van De Sfroos che lo ha più volte chiamato a partecipare a manifestazioni come Soleterre, andata in scena all’Alcatraz di Milano alla fine del 2014. Hanno condiviso anche il palco del Teatro Sociale, nel 2011, in occasione del Rock’n’folk festival.

Nel pomeriggio, prima del concerto canturino, Voltarelli sarà a Como, nell’Aula Benzi del liceo Volta in via Cesare Cantù 57 alle 14.45 per un incontro con gli studenti, aperto al pubblico, coordinato dal giornalista Alessio Brunialti.

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