Opera Baby: Briciole di barbiere per piccolissimi

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Le Briciole di Barbiere che debuttano domenica 5 marzo in Teatro Sociale a Como per la fascia di pubblico particolarissima, fino a 3 anni d’età, nel segmento Opera baby del progetto Opera education di Aslico, devono la loro inventiva a una personalità creativa unica. Federica Falasconi, musicista e autrice a tutto tondo, è ideatrice musicale dello spettacolo, ma anche firma della drammaturgia sul Barbiere di Siviglia rossiniano dedicato agli adolescenti. Le abbiamo chiesto di rivelarci l’origine di una passione così particolare.
«Alla base di tutto c’è l’amore per l’opera. La grande scoperta iniziata come maestro preparatore e diventata in ormai vent’anni il desiderio di colmare l’urgenza del gap esistente fra noi che facciamo il teatro musicale e i potenziali ascoltatori. L’opera non può diventare un’azione autoriferita. Bisogna contagiare tutti. Ho colto l’occasione di poter reinventare opere fatte tante volte per poter far arrivare questi grandi classici che hanno ancora tanto da dire alle persone da 0 a 99 anni…».

Federica Falasconi

Come nasce un’opera per piccolissimi?
La mia creazione per Opera baby è di ideazione musicale. Partendo dal pubblico, pensare di rivolgersi all’età 0 – 3 anni significa andare all’essenziale in un processo di rielaborazione dell’opera: un essenziale che aderisca agli strumenti che il pubblico ha in quel momento. Nel caso dei bambini è una cosa seria come il gioco. Giocare con gli elementi musicali mi serve per reimpastare tutti gli elementi, offrire giochi musicali – soprattutto i temi melodici – con cui costruire un coinvolgimento drammaturgico e raccontare il messaggio che sta nell’opera, in questo caso il Barbiere di Siviglia, con elementi originali reimpastati in maniera drammaturgica.
E una fascia d’eta apparentamente lontanissima dall’opera come gli adolescenti?
A loro si cerca di raccontare fedelmente la storia non dando per scontati certi codici linguistici dell’opera per potersi interrogare. Il pubblico degli adolescenti si rapporta anch’esso “a pelle” con lo spettacolo: per tenere desta l’attenzione abbiamo pensato di introdurre la figura del narratore (quest’anno, Davide Marranchelli) che “avvicina” il contesto al linguaggio dei liceali, evidenziando elementi eterni della storia su cui la musica di Rossini entra come carta vincente in sé con la sua genialità, che non smette mai di stupire.


In quest’attività Federica Falasconi si sente più musicista o altro?
Io mi sento musicista. Una musicista di teatro. Il contatto musicale in teatro mi ha dato un’attenzione alla scena che la formazione classica del Conservatorio non ti dà. Quando in teatro si cerca lo stesso obiettivo, espressivo non ci sono barriere. L’incontro con il teatro mi ha rapita dal primo momento.

In occasione dello spettacolo il teatro prevede anche una zona nursery, accanto alla scena, per tutti gli eventuali cambi.

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