OmniKage, il fuoco della passione oltre la musica

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Nella sfera musicale ogni cantante, ogni band ha il suo percorso, le sue origini, e dentro di esse la mistica essenza che da ninfa vitale e fonte di ispirazione per testi e composizione, in ogni canzone un trancio di vita, una situazione, un sogno o forse anche un incubo .

Gli OmniKage rappresentano non solo uno stile di musica ma anche uno stile di vita. Il loro essere gruppo non è la costruzione strategica commerciale che deve portare guadagno e fama ma la simbologia di un branco, un gruppo di fratelli che si spaleggiano per fronteggiare e condividere i momenti della vita più intensi, dalle gioie più grandi e intense ai dolori più gravi e profondi. Con questa idea Ivan Cristallo, compositore e batterista nonché leader del gruppo mi fa conoscere tutti i retroscena che hanno portato alla costruzione di un sogno ma sopratutto di una condivisione per una passione che tutt’oggi lo trascina insieme alla band a spingersi sempre oltre ogni aspettativa dando il meglio in ogni situazione.

Batteria e leadership del gruppo per Ivan Torrance Cristallo

Ciao Ivan è un piacere poterti intervistare cominciamo con le origini di tutto: come è nata la tua passione per la musica e per la batteria?

L’amore per la batteria è nato in un secondo. Quando ero piccolino frequentavo un posto dove insegnavano ai ragazzini a fare qualsiasi cosa, con lo scopo di tenerli lontano dalla strada. Un giorno il capo educatore mi portò in un stanza piena zeppa di attrezzi di vario tipo e strumenti musicali e mi disse «Scegli qualcosa che ti piace». Di tutte le cose che c’erano dentro, la batteria era la cosa più grande e rumorosa… fu amore a prima vista. Per quanto riguarda la musica, diciamo che non c’è stato un momento in particolare in cui mi sono accorto di amarla, so che è sempre stata parte di me in qualche maniera.

Cosa ti ha portato a fondare il gruppo OmniKage?

Premetto che OmniKage si è “formato da solo”, nel senso che non c’è stata la minima ricerca di chi potesse fare cosa all’interno del gruppo, ma sapevamo già chi doveva esserci, e così è stato. In una notte. Detto questo. Ho sempre cercato delle persone simili a me, con le quali condividere uno stile di vita libero e sognatore, condividere momenti profondi sia di gioia che di dolore, intraprendere un percorso di crescita energetico e spirituale, e creare un alone di magia intorno a tutto quello che si fa. Secondo me ti accorgi di essere in un gruppo vincente quando la musica in sé passa quasi in secondo piano.

Perché questo nome?

È una fusione tra il latino Omnia che significa tutto e l’inglese Cage, che significa gabbia. Abbiamo solo cambiato la C con la K. È un nome che racchiude praticamente tutta la nostra filosofia artistica, siamo molto legati al pensiero della gabbia mentale, intesa come le nostre paura, le nostre insicurezze… Tutte cose che creano all’interno della nostra mente delle sbarre. Poi sta a ognuno di noi capire se si vuole stare davanti o dietro alle sbarre. È un discorso molto profondo: vi invito a dare un occhio a quelli che sono i nostri lavori per capire che razza di stronzi siamo.

OmniKage: da sinistra Stefano Zara Zarantonello, Andrea Dego De Agostini, Ivan Torrance Cristallo e Emanuele The Monk Castoldi

Cosa vi piacerebbe trasmettere con la vostra musica?

Ci piacerebbe comunicare proprio questo, ovvero prendere consapevolezza di quello che siamo e di dove siamo, capire che le nostre gabbie, di cui ci lamentiamo, le abbiamo chiuse noi dall’interno. Ci piacerebbe proprio dare come una scossa alle persone e farle risvegliare. Potrebbe essere un percorso doloroso e faticoso, certo che sarebbe più comodo rimanere al sicuro dentro alle nostre gabbie, ma fuori ci sono cose mai viste. Secondo me ne vale la pena.

Dopo aver fatto delle tournée all’estero ora una prima data in Italia come mai solo ora dopo anni vi esibite “in casa”?

È stata più che altro una questione di opportunità. Appena finito di registrare Acceptance abbiamo cominciato a collaborare con un manager che ci ha subito proposto due tour al fianco di gruppi come Fear Factory e Soilwork , che nel nostro ambiente sono praticamente delle leggende. Abbiamo accettato la sifda. Gli abbiamo seguiti sia in Russia che negli Stati Uniti. Ci siamo subito messi in gioco, abbiamo voluto subito testare il nostro impatto in ambienti che lasciano poco spazio a qualcosa di… “poco”. Ci sono serviti tanto e abbiamo imparato un sacco di cose, sono esperienze che cambiano la visione e il modo di lavorare all’interno dell ambiente musicale. Adesso in attesa di altri tour, abbiamo deciso di cominciare finalmente nel nostro paese. E speriamo di divertirci e divertire.

La difficoltà di essere artisti e di poter vivere della propria passione , nel tuo caso come vivi il tuo sogno ? E quali sono i vostri obbiettivi?

Lo vivo a 360 gradi. Il sogno non prende forma solo nelle due ore delle sale prove. Ma viviamo costantemente nel mondo OmniKage. Tutti quanti siamo proiettati dentro questa realtà, siamo una famiglia. È tutto cuore. L’obiettivo principale è quello chiaramente di farci sentire da più persone possibile, e diventare uno dei maggiori gruppi italiani. Tutto quello che viene di conseguenza è tutto di guadagnato.

Infine vorrei che lasciassi un messaggio ai giovani ragazzi che come voi sognano di fare strada nel mondo della musica,che consigli daresti a loro?

Non so se ho consigli validi da dare. Questo tipo di percorso ha davvero tante sfaccettature, tanti punti e situazioni da tenere sotto controllo. Non mi sento ancora in una posizione da poter dare consigli. Però una cosa mi sento di dirla, e più che un consiglio è una cosa da tenere a mente. Ed è rivolto a tutti coloro che fanno dell’arte il proprio Xanax personale, a tutti quelli che vivono con quella cosa nello stomaco, che passano le notti in bianco e che sono in continua ricerca della propria musa ispiratrice, tutti quelli che si sento fuori dal mondo e tutti quelli che continuano a sognarla… Non siete soli.

L’intervista si conclude cosi , saluto Ivan e ci diamo appuntamento a sabato 8 aprile al Centrale di Erba. La serata inizierà alle 21.30 ma credo mi affretterò ad andare un po’ prima per godermi lo show tra le prime file.

È sempre un piacere conoscere realtà diverse e scoprire che in tutte le forme di arte pervade quella fiamma che anima le nostre passioni, le storie cambiano, le nostre esperienze e le nostre vite ma c’è un qualcosa che accomuna ogni artista di questo mondo ed è l’amore che ci mette nel perseguire il proprio sogno, nel fare anche il più singolo dei movimenti guidato da quell’istinto e quell’ardore che è difficile spiegare ma c’è.

Gli OmniKage esprimono il loro concetto di musica e trasmettono tutta la loro adrenalinica energia nelle loro canzoni, liberatevi dalle vostre catene e uscite dalle vostre gabbie questo è il momento di lasciare paure e tormenti dove non danno fastidio e farvi trasportare dal fuoco della musica .

Sul palco Emanuele The Monk Castoldi (voce), Andrea Dego De Agostini (chitarra), Stefano Zara Zarantonello (basso) e Ivan Torrance Cristallo (batteria).

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