Omaggio a Prokofiev, cavaliere inesistente, al San Teodoro

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Una data emblematica, frutto di una singolare coincidenza, diventa l’occasione per evocare il Cavaliere inesistente in musica. È un concerto come al solito particolare, quello che l’Orchestra Sinfonica del Lario propone al suo pubblico sabato 18 marzo al Teatro San Teodoro di Cantù in ricordo del 5/3/53: il 5 marzo del 1953 si spegnevano contemporaneamente, a Mosca, il compositore Sergej Prokofiev e il leader politico Iosif Stalin. La stampa sovietica e internazionale si occupò inevitabilmente della morte del secondo, passando pressoché sotto silenzio il ricordo di uno dei musicisti più rilevanti del ventesimo secolo.

Il compositore russo Sergej Prokofiev

Per sottolineare questa “quasi inesistente” morte d’arte Pierangelo Gelmini e la Sinfonica del Lario eseguiranno un programma da concerto segno del sofferto e difficile rapporto fra la musica colta e il potere sovietico venuto in essere dagli anni Trenta del secolo scorso. Il percorso sonoro, che prenderà il via dal sinfonismo tardo ottocentesco di Nelle steppe dell’Asia centrale di Aleksandr Borodin per arrivare al Prokofiev della suite Il luogotenente Kije op. 60 e dell’Ouverture su temi ebraici op. 34, passando per un simbolico Don Quixotte di Telemann, riporterà alla luce gli sforzi dei non pochi compositori russi tesi alla elaborazione di un linguaggio moderno ma anche formativo per il popolo sovietico, spesso ostacolati e tarpati dalle accuse di “formalismo” e di “intellettualismo” rivolte dallo stalinismo nei confronti delle avanguardie musicali.

Aleksandr Borodin

Il pubblico del San Teodoro potrà riscoprire dal vivo il linguaggio nuovo e ricco di riferimenti alla tradizione della musica russa del Novecento, fra citazioni del patrimonio musicale popolare contadino, monumentalità e dispiegamento delle forze orchestrali, visione epica della musica. In questa direzione fu molto sentita l’attrazione per la nuova arte del cinema. Di tutto ciò si farà figura emblematica il personaggio del Luogotenente Kije musicato da Prokofiev, eroe inesistente nato e divenuto tale a causa di un errore di trascrizione e di lettura che induce lo Zar a credere nell’esistenza del valoroso cavaliere, riguardo al quale – sulle ceneri ideali di un progetto cinematografico più volte censurato in fase creativa e di fatto mai realizzato – rimane la sola musica, simbolo per gli Accademici del Lario dell’eroe inesistente che cavalca, indomito, accanto all’eterno Cavaliere dalla triste figura.

Il direttore dell’Orchestra Sinfonica del Lario Pierangelo Gelmini

Quella diretta da Gelmini per l’occasione, sarà una Sinfonica del Lario a ranghi particolarmente nutriti, in modo da soddisfare le tante sfumature di colore timbrico che i brani annunciati prevedono. L’organico stabile dell’orchestra, di 45 elementi, è sempre pronto ad adeguarsi alle esigenze di repertorio, oltre ad avvalersi della collaborazione di solisti e direttori ospiti e di formazioni corali. Al San Teodoro si accede con biglietto a 10/5 euro in vendita al botteghino del teatro dalle 20.

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