Omaggio a Greg Trooper a Cantù

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Ci sono artisti di grande fama che, morendo, lasciano davvero un vuoto in milioni di fan, tutti i media ne parlano, si organizzano tributi con nomi altisonanti anche a discapito della qualità musicale. E gli esempi recenti non si contano visto l’altissimo tasso di mortalità artistica dello scorso anno. Ma c’è anche chi ha svolto sempre onestamente il suo artigianato musicale, lontano da qualsivoglia classifica, ma vicino agli animi di quelli che sanno ascoltare chi ha qualcosa di importante da cantare. Alla scomparsa, magari, ottengono solo un trafiletto sui giornali più attenti, qualche riga sul web e messaggi accorati sui social, ma questo non rende uno come Greg Trooper – ecco di chi stiamo parlando – meno importante di tanti nomi più blasonati.

Greg Trooper è scomparso il 15 gennaio di quest’anno

Era nato a Nettuno (nella fattispecie Neptune, New Jersey) è stato uno degli artisti americani più apprezzati dagli appassionati nostrani di canzone d’autore. Steve Earle ha inciso la sua Little sister, Billy Bragg ha realizzato una stupenda versione di Everywhere, intensa ballata antimilitarista, abbastanza per far drizzare le orecchie per poi scatenare una caccia al disco quando il compaesano Garry Tallent, bassista della E-Street Band di Springsteen, produsse Noises in the hallway, album capolavoro di Trooper, datato 1996. Da allora ha sempre pubblicato ed è tornato in Italia con regolarità. Musicista di grande forza espressiva, non si è mai lasciato intimidire dagli ostacoli della lingua e sapeva far apprezzare i suoi brani da qualsiasi pubblico. L’ultimo album di studio pubblicato in vita, Incident on Willow Street si segnala tra le sue opere migliori: belle ballate a sorreggere testi spesso sardonici (impagabile, in questo senso, la bellissima Mary of the Scots in Queens, talvolta venati di malinconia, stemperati, alla fine, da una nuova versione di Dublin, una delle sue canzoni più belle e celebri. L’ha cantata anche a Figino Serenza, quattro anni fa, per Townes Van Zandt, con il quale si era incronciato sul palco proprio nella capitale irlandese. E nell’edizione 2017 del festival dedicato al compianto cantautore texano, si è parlato di Greg e si cantato anche qualche suo brano, ma il vero omaggio sarà lunedì 30 gennaio All’Unaetrentacinquecirca.

Sono della partita artisti della Appaloosa Records, intraprendente etichetta nostrana che aveva pubblicato anche Trooper: Jono Manson, Jaime Michaels, Richard Lindgren, Bocephus King con Paolo Ercoli e Alex Valle, quest’ultimo chitarrista da tempo al fianco di Francesco De Gregori nelle sue infinite tournée, che aveva accompagnato anche Greg nella sua ultima incursione su quel palco.

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