Napule è, sotto la pioggia del Lario

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L’evento-tributo a Pino Daniele in programma al Tremezzina Music Festival ha visto, causa maltempo, un breve (ma intensissimmo) live all’Acqua Cheta di Tremezzo. Nel corso della serata ho avuto la fortuna di parlare con i Neapolitan Power Ensemble, formazione composta da Tony Esposito, Antonio Onorato, Joe Amoruso, Angelo Farias e Mario De Paola, storici collaboratori di Pino Daniele. Sulla base del testo della canzone Napule è, ho invitato i musicisti – tutti napoletani – ad approfondire il loro rapporto umano e artistico con la città in questione.

Antonio Onorato, Tony Esposito e Angelo Farias all’Acqua Cheta

«Napule è nu sole amaro, Napule è addore e’ mare»
Mario De Paola: L’«addore e’ mare» è un discorso quasi emozionale. L’odore del mare è quel profumo che si sente soprattutto quando si percorre il lungomare, come via Caracciolo. Attraverso l’odore del mare si entra in una dimensione completamente diversa, sembra sempre che ci sia un’aria di festa, in intimità con il mare, i profumi e con tutto quello che è la città di Napoli. L’odore del mare a Napoli lo vivi anche nei piccoli scorci, il mare è una parola che può racchiudere talmente tante sensazioni… Noi che viviamo in città di mare, quando ci troviamo in posti dove il mare non c’è, cerchiamo sempre un’orizzonte che non vediamo. Il Mediterraneo ha fatto sì che Napoli avesse così tante influenze, dai turchi ai saraceni, dai normanni ai francesi. Anche la musica ha subito moltissime influenze da questi popoli.

Angelo Farias

«Napule è a voce de’ creature / Che saglie chianu chianu / E tu sai ca’ nun si sulo» e «Napule è na’ camminata / Int’e viche miezo all’ate»
Angelo Farias: A Napoli camminando per strada si respira l’aria di tante culture. Lo si capisce anche solo nell’ascoltare le voci delle persone. Le strade a Napoli sono piene di bambini che cantano, strillano, ma allo stesso tempo hanno anche una sorta di senso del ritmo, come nella musica, quasi folkloristico. Napoli ha un odore particolare, così come particolari sono la musica, i movimenti delle persone, la gente che canta per strada. I bambini hanno un senso della musica molto sviluppato, l’espressione del ragazzo napoletano è diversa da quella degli altri bambini. Il dialetto ci ha sicuramente aiutati molto a livello musicale. Napule è ritrae una cartolina dimenticata, sta lì a ricordarci dei ragazzi per strada, della grandezza della storia passata, della bellezza di una città piena di arte e cultura.

Antonio Onorato

«Napule è na’ carta sporca / E nisciuno se ne importa / E ognuno aspetta a’ sciorta» – «Napule è tutto nu suonno / E a’ sape tutto o’ muonno / Ma nun sanno a’ verità.»
Antonio Onorato: Napoli è la città delle contraddizioni, è una città dove si trova il minimo e il massimo. Puoi trovare il più grande delinquente e il più grande nobiluomo. «Napule è tutto nu suonno / E a’ sape tutto o’ muonno», sono tutte frasi vere. La canzone napoletana è conosciuta in tutto il mondo, prendiamo ad esempio O sole mio: è uno dei pezzi più conosciuti in assoluto. Per rendersi conto della grandezza di Napoli a livello musicale, basta pensare al fatto che la canzone melodica italiana deriva proprio dalla canzone napoletana. «Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne importa»: da anni, non so per quale assurdo disegno politico, è in atto una campagna denigratoria nei confronti della città di Napoli. Nei media si parla solo di omicidi, dell’alto tasso di rapine. Purtroppo esiste la delinquenza, così come esiste in tutte le altre grosse metropoli. Ogni tanto potremmo parlare anche dei bellissimi musei di Napoli. Tornando alla musica, il mio musicista preferito è Mozart. Mozart ha soggiornato a Napoli nel Settecento, presso la corte dei Borboni, e in quel periodo erano attivi compositori incredibili come Cimarosa e Mercadante. Mozart nelle sue lettere descrive una Napoli uguale a oggi, aggiungendo che, proprio a Napoli, trova i più grandi maestri di musica da cui imparare a suonare e comporre. E proprio Mozart, austriaco nato a Salisburgo, possiede una leggerezza mediterranea e un gusto per la melodia che può avere imparato solo a Napoli. Ci sono posti nel mondo in cui c’è un’energia particolare, e Napoli è uno di quelli.

Tony Esposito

«Napule è mille culure / Napule è mille paure»
Tony Esposito: Napoli è una città contraddittoria, c’è uno scontro continuo fra bellezza, cultura prorompente e un perenne disordine, soprattutto storico. A Napoli più che di paure si parla di affermazioni e di concretezze, spesso crude. Napoli è una città dominata e vilipendiata nei vari secoli, ma anche rafforzata culturalmente attraverso le tantissime intromissioni da parte di altri popoli che, se da un lato l’hanno rafforzata, dall’altro l’hanno indebolita. «Napoli è una carta sporca e nessuno se ne importa»: qui Pino si lamenta dell’atteggiamento di menefreghismo dei napoletani nei confronti della città. A livello artistico, dalle paure, dal caos e dall’humus del disordine nascono tanti stimoli per raccontare.

Tanto è stato raccontato e tanto si racconterà di Napoli. Fra le città più discusse al mondo, possiede un patrimonio artistico e culturale accumulato in secoli di storia. Pino Daniele l’ha raccontata a parole, ma anche (e soprattutto) con la musica, quella stessa musica che i Neapolitan Power Ensemble continueranno, congiuntamente o singolarmente, a suonare.

(Foto di Edmondo Canonico)

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