Musicisti uniti contro la Cfs

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La Cfs (Chronic fatigue syndrome), in Italia nota come Sindrome da affaticamento cronico, un nome fuorviante che appare certo meno grave del ben più sinistro Encefalomielite mialgica è una malattia difficile da diagnosticare, senza una cura definitiva e, soprattutto, non ancora risconosciuta come tale mentre tanti ignorano di cosa si tratti o, peggio, credono che si tratti di quasi di uno scherzo perché la fatica non può essere una malattia. È un maggio particolarmente uggioso, con giornate autunnali e serate e notti decisamente invernali: un clima che, di certo, non invita a uscire di casa. E di sabato, in ogni caso, ci sono diverse alternative: tutto complotta perché il pubblico di una manifestazione dedicata proprio a quella malattia dalla sigla misconosciuta, in una serata da lupi e al culmine del weekend non attiri nessuno o quasi. E invece…

È invece Nerolidio Music Factory è stato testimone di un piccolo miracolo: spettatori numerosi e calorosi per questo evento organizzato dall’Amcsf, Associazione malati di cfs onlus presieduta da Roberta Beretta Ardino con il figlio Nicolas in prima linea con la sua band.

Roberta Beretta Ardino

Una serata aperta dall’incontenibile simpatia di Sench dei Potage e Massi dei Leeches assieme a Flav T. Mastrangelo. Il loro Lovable Combo sarà anche Improbably, ma è anche very funny e anche Unpredictable, con traduzioni italiane di classici dei Ramones, di Jonathan Richman, perfino di Eddie Cochran, cantati su e giù dal palco.

Massi Lanciasassi e Sandro Sench Bianchi

Massimo ZuiN cantava nei Ninfeanera. Da solista sta per pubblicare i suoi primi brani e l’assaggio che ne ha fornito ha messo in evidenza una voce sicura e potente al servizio di canzoni di bella fattura.

ZuiN

Dilo, al secolo Corrado de Lorenzo, a sua volta ha fatto parte di diverse formazioni prima di dedicarsi a un progetto più personale, concretizzatosi nell’ep Dettagli cromatici dal quale ha tratto alcuni dei pezzi, ironici, incisivi, intelligenti, accattivanti, con cui ha strappato meritati applausi.

Dilo

Gli Amandla sono il quartetto in cui milita Nicolas. Con Gabriele Franchi, Riccardo Porta e Alberto Zerbi ha dato vita a una delle formazioni più credibili e incisive del panorama nostrano, prossime alla realizzazione di un nuovo lavoro discografico, in costante crescita sui palchi e anche in questa occasione non si sono certo smentiti.

Amandla: Nicolas Ardino, Gabriele Franchi, Alberto Zerbi e Riccardo Porta

Mario Bargna ha alle spalle, artisticamente, due album e musicalmente, una band compatta che ha schierato Andrea Bonfanti, Matteo Cattaneo, Simone Casale, Andrea Ragona e Diego Grippo per colorare il suo rock screziato di pop.

Mario Bargna

Potrebbe sembrare un controsenso, dopo due band così toste, affidare la conclusione a una cantautrice solitaria. Ma crederlo significa non avere mai ascoltato Sara Velardo. Lei, semplicemente, si impossessa del palco, del pubblico, di tutto lo spazio in cui si esibisce con una perizia sulla chitarra pari solo alla potenza della voce, il tutto al servizio di brani che colpiscono sempre nel segno.

Sara Velardo

Ma la musica, naturalmente, era un piacevolissimo pretesto. Il senso di quello che sarà il primo di una serie di eventi è portare un pubblico sempre più vasto a conoscere i problemi della malattia e a sostenere l’onlus. Così il momento più toccante è stato quello che ha visto Roberta leggere queste righe.

Lei ha poco più di vent’anni e 10 anni di convivenza con la cfs alle spalle che l’hanno messa a dura prova, ora in fase di remissione, per cui decide di fare un’esperienza di volontariato a Dynamo Camp (campo vacanze per bambini con gravi patologie o disabilità). Lui ha tredici anni ed è affetto da una gravissima patologia rara che conta pochi casi nel mondo. La sua disabilità non gli permette di parlare e comunica grazie alla Comunicazione alternativa aumentata (Caa). Ovunque vada porta con se la sua radiolina, perché la musica è la sua vita, e la sua tabella che raccoglie moltissime tesserine che rappresentano diverse immagini: il suo linguaggio. Lui e lei si incontrano al Dynamo e nonostante le difficoltà il feeling è immediato e riescono a comunicare come si conoscessero da sempre. Contravvenendo alle regole del Camp in cui i volontari si occupano dei ragazzini a rotazione , lei e lui diventano una coppia fissa per favorire la comunicazione e l’integrazione. Dieci giorni trascorrono in fretta e la vacanza giunge al termine. Sono passati cinque anni . Lei si è laureata, con una tesi sperimentale sulla Caa grazie all’esperienza avuta con lui, e oggi è educatrice professionale, si sta specializzando in arteterapia e continua a combattare con la cfs. Lui ha arricchito la sua tabella con molte altre immagini frutto delle sue esperienze di vita, e fra tutte spicca la foto tessera di lei. Hanno mantenuto vivo il loro rapporto grazie anche ai genitori di lui e continuano a vedersi e a comunicare. Non poteva andare diversamente sono due guerrieri che hanno messo in comune le loro strategie per andare avanti sempre e comunque nonostante tutto. Nonostante i limiti e le difficoltà ognuno di loro ha contribuito a migliorare la vita dell’altro , arricchendo così la propria. Grazie a lui e a lei possiamo comprendere che non bisogna essere sani, belli e ricchi per poter offrire qualcosa agli altri: non serve la perfezione, serve la voglia di dedicare un po’ del proprio tempo agli altri, guardare con occhi diversi e comprendere che gli altri siamo noi. Lui e lei sono qui, lei a lottare con e per la cfs e lui per sostenerla nella sua lotta.

E la gioia di entrambi quando un applauso spontaneo e lunghissimo del pubblico è scattato alla fine della lettura vale più di qualsiasi spiegazione del senso di una serata splendida come questa.

(Foto di Alida Franchi)

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