Monaci del Surf, onde sonore in arrivo a Cantù

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Siamo sinceri, questo 2017 non è iniziato propriamente con il botto. Fermandoci a una superficiale analisi delle temperature, il nuovo anno ci sta regalando scampoli di inverno maiuscolo, forse per vendicarsi di un dicembre inaspettatamente primaverile, che non staremo certo qui a recriminare (però un po’ sì, suvvia). Al di là delle prevedibili preoccupazioni per il clima (che passare dallo smanicato ai moon boot nel giro di venti giorni non è esattamente una buona notizia, diciamocelo), gli sventurati scivoloni ghiacciati di questi giorni fanno venire una gran voglia d’estate, mare e vestiti leggeri. Per alimentare questo invidiabile mood, sabato 28 gennaio, All’Unaetrentacinquecirca di Cantù, arrivano i Monaci del Surf, un altro incredibile prodotto di quella Torino fertile e straordinaria della quale non mi stancherei mai di parlare.

Formatisi nel 2010, si presentano sul palco in tre, indossando maschere da lucha libre e suonando cover di grandi successi, sigle di programmi televisivi e colonne sonore in chiave surf rock. Due anni dopo esce il loro primo disco, omonimo, per l’etichetta torinese Inri: dodici tracce tutte da ballare, che lasciano grande spazio alla psichedelia e riscuotono un grande successo successo tra il pubblico e gli addetti ai lavori. Dall’estate 2013, un quarto monaco, Fabrizio Lavoro (sì, proprio lui, Nikki di Radio DJ), armato di chitarra elettrica, si è aggiunto al trio chitarra – basso – batteria, e come gli altri si presenta mascherato sul palco. Sul suo kimono è ricamato un Toro, mentre l’altro chitarrista, Eugenio Gege Odasso, porta l’effige di una Tigre, il batterista, Claudio Metal De Marco, ha un Panda e il bassista, Mattia Mat Martino, un Cobra, tutti rigorosamente d’oro. Dopo Monaci del Surf II, il secondo capitolo della saga, uscito nel 2014, è di quest’anno la pubblicazione di Monaci del Surf III, un disco più maturo, registrato in presa diretta e prodotto da Luca Lallo Mangani e masterizzato da Giovanni Versari. Per il nuovo disco, la band opera dei cambiamenti allo stile e al look del progetto: questa volta, abbandonati i kimono, sono scuri, quasi neri, vestiti da banditi di un vecchio West dalle atmosfere tarantiniane, le maschere riportano solo il segno rosso degli occhi, ma il marchio di fabbrica rimane quello di sempre, grandi successi rivisitati in chiave power surf con un approccio ancora più fedele all’inimitabile sound live della band. 

Ad aprire il concerto dei Monaci penseranno Gli Shakers, band d’ispirazione surf rock, nata una decina di anni fa a Varese, che dopo un’intensa attività live, basata soprattutto sul recupero di grandi successi degli anni Cinquanta e Sessanta, ha deciso di dedicarsi alla composizione di brani originali. Così, nell’ottobre di quest’anno, Matteo Rubino (voce), Maury Lee (tastiere), Raffaello Migliarini (batteria), Michele De Leo (chitarra) e Luca Ulvini (basso)  hanno dato alla luce Tu cosa fai, non balli?, il loro primo album, contente nove brani originali e un remake (Lamette di Donatella Rettore), che si traducono in un mix di pop e beat, con una spruzzata di rhythm’n’blues. Pubblicato da Ammonia Records, il disco è stato realizzato anche con il contributo di una fortunata campagna di crowdfunding su Musicraiser.

Lucidate le tavole e indossate le infradito migliori, dunque, le onde saranno eccellenti e ci daranno parecchie soddisfazioni. Non preoccupatevi per la prova costume, che oltre ad essere lontana anni luce, al rock davvero non interessa. Perché, credetemi, al rock piacete così come siete. In qualunque periodo dell’anno. Ingresso a 7 euro.

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