Modena City Ramblers: 25 anni di Combat Folk

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«Sì, però, senza Cisco (*)…»: quando parlo dei Modena City Ramblers con qualcuno la prima obiezione è, in genere, questa.

A me i «sì, però» non piacciono molto: sminuiscono quasi sempre il dopo rispetto al prima e, magari, non è sempre detto che questo sia un giudizio corretto.

In questo caso non ho un vero termine di paragone perché ho iniziato a seguire i Modena in maniera più assidua e coinvolta solo dal 2009 (praticamente l’altro ieri, se consideriamo la loro storia) e dunque Cisco, dal vivo, non l’ho mai ascoltato.

Il mio primo concerto dei MCR rimarrà sempre, indelebile, tra i ricordi: forse perché ero con le mie tre care amiche Flavia, Raffaella e Mary; forse perché eravamo a Bussi e tutto ciò che avviene in terra abruzzese ha sempre un valore aggiunto, per me; forse perché era estate e il concerto si svolgeva durante una di quelle fantastiche feste di paese che vorresti durassero tutto l’anno in tutti i paesi; forse perché a fine concerto siamo finite a mangiare pizza (fredda) da asporto e bere birra con il gruppo e abbiamo scoperto persone simpatiche e alla mano.

Insomma, Onda libera mi è piaciuto parecchio e a partire da quel momento sono andata a riscoprire i pezzi più vecchi e a riascoltarne alcuni che non avevo mai gustato davvero. Manco a dirlo, ho iniziato a seguire i loro tour in giro per l’Italia: al PalaSharp (qualcuno non saprà a cosa mi riferisco e/o non ci sarà mai stato… adesso è chiuso per cui per il momento non c’è possibilità di recuperare), a Pineto per PinEtnie Moderne (un festival estivo fighissimo), al Live Club di Trezzo sull’Adda (dove l’amico che guidava ci ha anche rimesso la marmitta… ma per loro questo e altro) e ieri sera al Summerfield Music Festival di Cassano Magnago.

Non c’ero mai stata e non è niente male: la zona street food è ben fornita ma “intima”, le bancarelle fanno allegria e danno colore, il palchetto laterale crea un’atmosfera rilassante e la tensostruttura del palco principale è ampia, fresca e accogliente.

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Dopo l’apertura dei Pinguini Tattici Nucleari (i ragazzi promettono bene) Dudu, Ice, Fry, Franco, Leo, Luca e Robby scaldano il pubblico, già carico. Non mancano i pezzi storici come Un giorno di pioggia e Contessa, ma anche le più recenti El presidente e Viva la vida fanno il loro effetto. Brividi lungo la schiena con Ahmed l’ambulante e, soprattutto, Ebano: quanto mai attuali, queste due storie ci fanno sempre riflettere e commuovere.
Per inciso, il coro spontaneo che invita un noto esponente politico ad andare in un certo posto la dice lunga sulla composizione e sull’orientamento della platea. Il pubblico segue le due ore di concerto senza perdere né ritmo né entusiasmo,ballando, cantando e modulando il battito delle mani. I cento passi e Bella, ciao in chiusura, con il botto: i Modena City Ramblers festeggiano il loro quarto di secolo dando sfoggio di una forma smagliante. Gran concerto, clima perfetto, compagnia giusta. What else? (cit.)

PS: no, il Cisco di cui si parla qui non è quello che passa in bagno un’eternità, tra una cazz*ta e l’altra (ri cit.)…

(Foto di Alice Vella)

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