Malmostoso Lindgren, live a Palanzo

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Torna a esibirsi sul Lario il cantautore svedese Richard Lindgren: sabato 5 agosto alle 21 sarà alla Locanda Filomena di via Pangelista 9 a Palanzo di Faggeto Lario. È originario di Malmö e già l’impatto fisico parla di lui: corpulento, espressione corrucciata, voce profonda, all’ascolto di Grace, il cd che lo fa apprezzare dalla critica europea, ricorda il primo Tom Waits, quello non ancora così rauco e rumorista, quello di Closing time e The heart of saturday night anche se al pianoforte Richard preferisce la chitarra, da vero folksinger. In Italia si è fatto conoscere grazie a Driftwood (The 309 sessions), opera numero otto di questo artista ombroso. Registrata in poco tempo, due soli giorni, otto canzoni (sei originali, la tradizionale I wish I had someone to love me e una versione di Make me a pallet on the floor di Mississippi John Hurt), poco più di mezz’ora di musica per regalare un calore inatteso da un uomo che viene dal freddo. Poi anche Sundown on a lemon tree alterna ai brani originali un’eclettica selezione di canzoni altrui, da Hard times, un classico di Stephen Foster a Return to me di Dean Martin passando per la classica Danny boy e per l’omaggio a Jimmie Rogers di My blue eyed Jane. In Italia ha trovato una seconda casa, ha trovato musicisti come Riccardo Maccabruni e Francesco Montesanti dei Mandolin’ Brothers che, anche in questa serata, lo accompagneranno, rispettivamente alla fisarmonica e alla chitarra.

Soprattutto ha trovato uno stuolo di fan che stemperano le sue ombrosità cui ha dedicato un buon numero di canzoni ispirate ai suoi viaggi nella Penisola a cominciare da Let’s go to Como, baby, che non ha bisogno di precisazioni, come Addio a Pavia mentre Lonesome Giacomo è dedicata al più grande poeta nostrano mentre Ragazzon blues è un omaggio a Jimmy Ragazzon, leader dei Mandolin’. Malmostoso è il titolo del recente lavoro che comprende questi titoli e che gioca con il nome della sua città natale (ma tutti pensano che sia americano, oppure irlandese vista la chioma fulva e il fegato d’acciaio), ma ben esprime anche l’effetto che può fare Richard al primo impatto: sembra proprio “malmostoso” (agg. «scorbutico, scontroso; ingrugnato, con la luna per traverso», dice il dizionario). Non è uomo di molte parole e può sembrare, in effetti, un grande bizzoso, un Van Morrison che incute leggermente meno timore. In realtà basta averci a che fare direttamente per scoprire un animo forse tormentato, ma anche dolce, che ben si esprime attraverso le sue canzoni. Non c’è da dubitare che apprezzerà l’atmosfera magica che la Locanda e Palanzo sanno offrire: parcheggiata l’automobile bisogna inoltrarsi per qualche metro nel paesino prima di trovarsi in questo piccolo, ma accoglientissimo spazio in fondo a una scalinata che diventa un sistema di sedute naturali per il pubblico. L’atmosfera che hanno sperimentato tanti musicisti predecessori di Lindgren è assolutamente magica e questo è anche l’ultimo concerto di una stagione che ha visto bei nomi esibirsi in questo incantevole scorcio sopra a Faggeto Lario e non è finita: a settembre si ricomincia.

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