Lorenzo Monguzzi e i Sangineto: a Cantù una Portavèrta in chiave folk

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Abbiamo sentito spesso Lorenzo Monguzzi nel comasco, con i Mercanti di Liquore e da solo, ma di certo non lo abbiamo mai ascoltato come si proporrà sabato 18 novembre, per il secondo appuntamento di Make my night organizzato da Six Sound in collaborazione con All’Unaetrentacinquecirca di Cantù. Alla splendida voce e alla chitarra del cantautore monzese, sul palco di via Papa Giovanni XXIII 7 alle 21.30 si accompagneranno il salterio e i flauti di Caterina Sangineto e l’arpa celtica e il clarinetto basso del gemello Adriano Sangineto. Quindi le canzoni di Monguzzi, quelle raccolte nel suo bellissimo esordio da solista Portavèrta e quelle che ha realizzato nel corso degli anni con la band. Brani, i suoi, che hanno una fortissima matrice popolare (La musica dei poveri era il titolo di un bell’album dei Mercanti) che risalterà ancora di più grazie agli strumenti dei Sangineto, che hanno un buon profumo d’antico.

Adriano e Caterina Sangineto

È uno degli artisti più eclettici del panorama musicale nostrano, alle spalle numerosi dischi, concerti, spettacoli teatrali condivisi con un affabulatore di razza come Marco Paolini. Monguzzi è attivo da più di vent’anni, da quando ha fondato gli Zoo, una band che si è immediatamente distinta tra pubblico e critica grazie a un sapiente connubio di canzone d’autore e rock. Vincitori di Arezzo Wave nel 1997, hanno esordito discograficamente l’anno successivo con Musica mezzanima, un piccolo capolavoro oggi ricercatissimo tra gli appassionati. Perché avviene l’imponderabile, che porta alla fine di quell’esperienza: crea i Mercanti di Liquore, un trio acustico parallelo che, inizialmente, ripropone il repertorio di Fabrizio De André, indubbio punto di riferimento per Monguzzi che, anche per quella piccola band, non rinuncia a scrivere belle canzoni. Il successo è strepitoso e meritatissimo, ma i confini di “cover band di Fabrizio”, anche se di lusso, vanno logicamente stretti a un cantautore che interpreta sempre più brani propri durante i concerti, incontrando favori sempre crescenti: dopo Mai paura, dedicato principalmente ai brani di Faber, arriva La musica dei poveri, un disco maturo e intrigante che dà ufficialmente inizio alla nuova carriera del trio. Tra gli estimatori c’è Paolini, attore, regista e drammaturgo che decide di coinvolgere i Mercanti nello spettacolo Song n.32, tradottosi poi nell’album Sputi. È un matrimonio felicissimo, quello tra le affabulazioni e le canzoni, che si rinnova anche per Gli album di Marco Paolini, trasmessi da Raitre. Altra collaborazione di grande prestigio è quella con il violoncellista Mario Brunello per lo spettacolo Mozart genio?… Da vicino nessuno è normale. La carriera discografica prosegue con Che cosa te ne fai di un titolo, riuscito fin dal… “non titolo”, e si alterna ai concerti (documentati dal Live in Dada) e ai lavori con Paolini (un altro disco, Miserabili) con cui la collaborazione è proseguita anche da solista con Ballata di uomini e cani, dedicata a Jack London e U. Piccola Odissea tascabile che è andato in scena l’estate scorsa.

Ingresso a 8 euro.

(Le foto di Lorenzo Monguzzi sono di Mario Dosi)

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