L’omaggio a De André degli Zingari nel Bosco

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Metti una sera di inizio ottobre a Torno. Metti un gruppo di amici che, qualche anno fa, hanno deciso di formare un gruppo e portare in giro la musica di Fabrizio De André. Metti tante persone che, come da tradizione, si ritrovano per ascoltarli, cantare insieme a loro, per applaudirli e passare una gran bella serata fatta di musica, emozione, chiacchiere e calore. Ecco, questo è più o meno quello che aspetta chi, sabato 1 ottobre, andrà ad assistere al concerto degli Zingari nel Bosco.

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Le tante meravigliose canzoni del grande Faber coinvolgono proprio tutti e gli Zingari sanno sempre come emozionare, commuovere, divertire il pubblico. Sarà che il loro affiatamento deriva dall’amicizia decennale, sarà che  l’inizio della loro avventura – nata poco dopo la morte di De André – è stato questo: «Ci ritrovammo su un pontile, due chitarre e una bottiglia a cantare in modo spontaneo, al freddo, innalzando la nostra Smisurata preghiera in parole e musica, cercando di esprimere così il dolore per una grande perdita».
Ho avuto modo di ascoltarli in formazione estesa e ridotta, da soli e in compagnia di altri artisti come Christian Poggioni e in tante situazioni: per iniziative di beneficenza a Lipomo e Senna Comasco, in occasione della Marcia per la pace a Sagnino, per le classiche reunion a Torno, appunto.

Non ne sono mai rimasta delusa e attendo sempre con ansia alcune delle mie preferite:  Via del Campo, Princesa, Creuza de mä e, su tutte, La canzone dell’amor perduto. Chissà se sabato sera le ascolteremo.

In piazzetta, però,  l’atmosfera è particolarmente magica e speriamo che Giove Pluvio ci consenta di goderne.

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