Le Ghost stories degli Orphan Brigade

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Le “murder ballads”, canzoni popolari che narrano di omicidi più o meno efferati, spesso con il ritorno del malcapitato di turno dall’oltretomba in versione spettrale per inchiodare il suo assassino, percorrono la storia della musica anglosassone e americana. E non si contano gli artisti che hanno voluto dedicare un album al tema. Ma nessuno, finora, si era spinto dove sono arrivati gli Orphan Brigade, di scena sabato 16 aprile al parco di Villa Zoia in via Libertà  74 a Concorezzo per una nuova tappa del loro primo tour italiano. Si sono chiusi a registrare a Octagon Hall, una casa infestata doc, isolata, a Franklin, Kentucky, un’ora di macchina da Nashville. Neilson Hubbard, Ben Glover, Joshua Britt sono i tre cantautori che hanno unito le forze per questa particolarissima avventura che ha generato Soundtrack to a ghost story, uno dei dischi più interessanti di questo periodo. “Tutti amano una bella storia di fantasmi – ha spiegato Hubbard – La gente ne è sempre affascinata, vuole saperne di più. Penso che sia lo stesso motivo per cui siamo stati affascinati da questo progetto. Ti fai prendere dal mistero e alla fine non è più importante se è reale o no”. Costruita nella seconda metà del XIX secolo da Andrew Jackson Caldwell, Octagon Hall, non è la casa della Famiglia Addams, ma poco ci manca e i fantasmi che la popolano dovrebbero appartenere a soldati confederati della guerra civile americana. In qualche caso, giurano i protagonisti, fenomeni inspiegabili come passi veloci al piano di sopra, naturalmente disabitato, sono anche stati registrati e sono entrati a far parte di un disco che è anche un documentario sulla nascita di un disco così peculiare che sarà un piacere tutto nuovo scoprire dal vivo su un palco. In apertura Harvest Moon.

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