Le arpe di Vincenzo Zitello al Conservatorio

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Un evento straordinario sabato 28 gennaio alle 17 nell’Auditorium del Conservatorio di Como: un concerto gratuito con Vincenzo Zitello. L’arpista sarà accompagnato da Paolo Pasqualin e dall’Ensemble di Percussioni dell’istituto musicale.

Zitello (al centro) con Ivano Fossati e band

Zitello (al centro) con Ivano Fossati e band

Tanti lo ricordano per la collaborazione con Ivano Fossati in alcuni dei dischi più belli del cantautore ligure. Ma la carriera di questo musicista è lunga e carica di onori. Già nel 1974 ha preso parte a una delle esperienze più interessanti sviluppatesi in quel decennio di grandi avventure sonore, il Telaio Magnetico, supergruppo in cui militavano Franco Battiato, Juri Camisasca, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto e Lino Capravaccina. All’epoca suonava la viola, ma è l’arpa celtica lo strumento della sua vita. Sempre in quel periodo, il bretone Alan Stivell spopolava ovunque in Europa con il suo connubio di folk e rock: proprio da quel maestro, Zitello ha perfezionato la conoscenza di uno strumento che è un vero e proprio mondo. Ritrova Battiato a metà anni Ottanta quando forma il duo Asciara con Saro Cosentino, prodotto dal musicista siciliano. Ha collaborato con artisti di prima grandezza, da Alice a Carlos Nuñez, passando per Fabrizio De André, Rossana Casale, Teresa De Sio, Claudio Rocchi, Beppe Barra, ma anche con formazioni come Gang, Yo Yo Mundi, Luf e Lou Dalfin, jazzisti come Paolino Della Porta a anche con il poliedrico Franco Parravicini dei Dissòi Lògoi. In ambito pop il suo lavoro spicca soprattutto ne La pianta del tè, il capolavoro di Fossati, una collaborazione proseguita anche nei successivi e non meno riusciti Discanto e Lindberg e negli applauditissimi tour successivi (tracce nei live Buontempo e Carte da decifrare).

Zitello con il grande Alan Stivell

Zitello con il grande Alan Stivell

A tutto questo si sposa una carriera solistica preziosa, fatta di album capolavoro come Solo, Atlas, Talismano e Infinito cui si aggiungerà, entro questo 2016, una nuova opera dove proseguirà non solo la personale indagine sulle potenzialità espressive delle arpe, ma anche un discorso musicale e interiore dove note e spirito si fondono per dare vita a nuove, affascinanti creazioni sonore. La musica di Zitello segue un preciso orientamento di ricerca che mira ad esaltare le insospettabili potenzialità che dimorano tra le corde delle sue arpe. In concerto ne utilizza due che vengono suonate in alternanza, l’arpa celtica e l’arpa clarsach , due strumenti della tradizione gaelica con caratteristiche sonore ed espressive differenti. Il concerto dal titolo Talismano, si svolge attraverso un percorso dotato di poetica autonomia e di matura sintesi espressiva e si svolge coinvolgente, in un crescendo fatto di lirismi, evocazioni, allusioni, ritmi, variazioni e virtuosismi che invariabilmente rapiscono ed incantano ogni ascoltatore.

Il pubblico lariano ha avuto modo di applaudirlo a lungo lo scorso giugno durante una splendida esibizione a Villa Olmo, ospite di Parolario. e poi ancora a settembre nella millenaria chiesa di San Vincenzo in Galliano a Cantù.

 

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