L’abbraccio di Piazza Cavour a Simone Tomassini

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È stata una festa bellissima. Inizio così, al termine di una lunga giornata passata in piazza Cavour a Como, tra un cielo clemente e uno splendido scorcio del nostro amato lago. Il grande palco ci cresce intorno, i tecnici vanno e vengono, si arrabbiano e ridono, lavorano come pazzi, c’è nell’aria una tensione positiva che ti mette di buon umore. Young-Boys-album-cover-Scire-and-SkoobMentre attendiamo che tutto sia pronto per il sound check, faccio la conoscenza di Scire & Skoob, al secolo Alessandro Scirea e Andrea Scuderi, classe 1994, duo pop/rap con influenze punk/rock formatosi nel 2014 nella periferia milanese, che anticiperà, insieme a Moranera, il concerto di Simone Tomassini. Ventidue anni cadauno, modi spigliati e bei sorrisi, mi raccontano dei loro progetti e di Young boys, il loro album d’esordio uscito a febbraio di quest’anno, che ha conquistato il secondo posto nella classifica hip hop/rap italiana di I-Tunes e il decimo nella classifica generale. Attualmente sono impegnati come gruppo di apertura nel tour della Deejay time reunion, al seguito di Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso. «Abbiamo una band, e questo ci caratterizza e ci dà modo di approcciarci al live in maniera differente rispetto a come di solito accade nel rap – aggiungono – anche grazie alle influenze, oltre che del rap italiano, di tutto quello che è stato il movimento pop/punk di fine anni Novanta a Los Angeles. Abbiamo scelto di scrivere testi in italiano perché è una lingua che amiamo e con la quale possiamo esprimerci al meglio; non è vero che cantare in italiano è da sfigati, noi pensiamo che sia un valore aggiunto. Nei nostri testi c’è tutto quello che ci circonda, il mondo dei ventenni di oggi, strizzando un occhio al passato e al futuro». Autoironici («Ci piace prenderci poco sul serio e interpretare personaggi molto diversi da noi») creativi e attivissimi sul web, con migliaia di visualizzazioni per ogni video pubblicato su YouTube e sulla loro pagina facebook, hanno appena girato la puntata zero di una serie televisiva, di cui però ancora non possono svelare nulla. Arriva il momento tanto atteso, Scire & Skoob salgono sul palco con una sicurezza invidiabile ed eseguono con bravura tre brani del loro repertorio, suscitando entusiasmo nel pubblico presente.IMG-20160730-WA0016

Poi tocca alla mia Moranera, e, senza voler essere troppo autoreferenziali, ce la caviamo mica male: nella mezz’ora a nostra disposizione ci divertiamo parecchio, alternando brani del nostro nuovo EP (che uscirà in autunno) ad altri del vecchio repertorio, trascinando tutti in un universo fatto di contaminazioni e sonorità mediterranee, dove i confini non esistono, gli uomini sono fatti ugualmente di carne e anima e ci si può prendere per mano senza timore che qualcuno possa sentirsene offeso.

Dopo di noi, invocato a gran voce da una piazza gremita, fa il suo ingresso Simone Tomassini, con Sapere che ci sei e Solo cose belle, contenute nel suo ultimo album, #felice, seguite da Sorridendo, brano del 2004. Una scaletta serrata e intensa, una ventina di brani che emozionano e fanno cantare il pubblico, stretto a Simone in un grande abbraccio simbolico. Non manca la commozione, nel ricordo del padre e del nonno scomparsi, con l’esecuzione di Momento e 1928, mentre l’energia si propaga e quasi ti pare che la superficie del lago s’increspi. A live concluso, dopo i doverosi saluti ai tanti che, assiepati alle transenne, attendono autografi e selfie, rubo a Simone qualche minuto, per domandargli un bilancio di questa serata.

Simone, quanto sei felice in questo momento?

Sono molto felice, è stata una serata particolare, ho avuto la possibilità di condividere questo mio momento con persone che mi vogliono bene e mi seguono da tanti anni, e la risposta del pubblico è per me conferma che sto facendo le cose giuste. Metto in campo quello che sono e quello che la vita mi ha regalato, nel bene e nel male, cercando di volgere le cose sempre in positivo. Non suonavo in questa piazza dal 2013, ed ora sono sereno perchè ho superato le difficoltà e ho messo a posto le cosIMG-20160730-WA0002e; ho una bimba meravigliosa alla quale voglio insegnare i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori, il rispetto, l’educazione, lo spirito di sacrificio, la capacità di attendere. Mi prendo il tempo che mi serve per puntare sulla qualità più che sulla quantità, anche nella scelta dei live, non sento l’esigenza di correre in giro e apparire, non potrei più fare tour massacranti né stare troppo tempo lontano dalla mia famiglia. Ho deciso di scindere la vita privata dalla vita artistica, e in questo sono molto pragmatico. Se devo fare un paragone con una carriera che mi piacerebbe avere ti citerei Finardi, Branduardi o Concato, gente che non fa parlare di sé in televisione ma riempie teatri e arene. Di fatto, l’aver riempito questo luogo stasera mi colma di felicità. Amo la mia città, vorrei vederla più viva, vorrei essere uno di quelli che contribuisce a renderla tale. Como merita, ha degli spazi bellissimi e poco sfruttati, anche se qualcosa si sta muovendo, grazie ai giovani e a chi ci crede. Quello che è successo in stazione San Giovanni mercoledì sera è stato stupendo, bisognerebbe imparare a fidarsi un po’ di più di chi ha le idee e l’entusiasmo di applicarle. Girando per l’Italia mi sono accorto che ci sono città più piccole della nostra che fanno cose strepitose, mentre casa nostra, pur essendo meravigliosa, è poco sfruttata dal punto di vista artistico.

Parliamo di #felice, il tuo nuovo album.

Ci sono 12 brani nel disco fisico e 10 in quello digitale, ho rifatto alcuni brani storici, anche per dare una scelta diversa a chi mi segue, distribuiti in modo diverso a seconda del supporto. Devo ringraziare i miei musicisti, Luca De Martino alla batteria, Francesco Carcano al basso, Luca Fraula alle tastiere, Andrea Gentile alla chitarra acustica, Marco Filippini all’elettrica e ai cori. Preziosi sono stati gli interventi di Pier Tarantino, un altro batterista e Roberta Raschellà, chitarrista. La nostra è una grande famiglia allargata. Questo è il disco della mia maturità artistica, ho avuto la fortuna di avere dei manager in gamba, che mi hanno insegnato tanto, e ora sono molto concentrato sulla qualità del progetto. La cosa fondamentale è mantenere intatta la voglia di imparare e migliorarsi, con umiltà e onestà. Oggi ho un produttore che crede tanto in me, Antonio Aki Chindamo di Auditoria Records, che mette energia e positività nelle cose che fa. Io lo considero un operaio della musica, perchè ha voglia di mettersi in gioco e impegnarsi, con grinta e passione, qualunque sia il progetto a cui lavora. Per me lui è uno di famiglia.

Dove approderà #felice Tour?

Abbiamo già fatto molte date in giro per l’Italia e in Svizzera, a breve andremo in Calabria e Sicilia, poi probabilmente sarà la volta della Romagna e del Lazio, sempre con un occhio attento alla qualità delle proposte. Meno è meglio, delle volte. L’importante è non avere fretta.

Gli ultimi saluti e abbracci accompagnano il lavoro dei tecnici, di nuovo, impegnati a smontare e sistemare le attrezzature. Piazza Cavour è ormai vuota, il lago sonnecchia poco lontano. Sarebbe da sdraiarsi qui e godersi queste stelle. Sai che sorrisi, domani.

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