La Saga di Ferretti secondo il pubblico di Tremezzo

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È un sabato sera carico di afa e umidità e le incerte condizioni atmosferiche costringono lo svolgimento dell’ultima serata del Tremezzina Music Festival all’interno del Teatro Olivelli di Tremezzo. La guest di oggi è Giovanni Lindo Ferretti, ex-membro di alcune delle formazioni musicali italiane più storiche e significative come Cccp – Fedeli alla Linea, Csi e Pgr; e ci presenta alcuni brani tratti dall’opera equestre Saga, il canto dei canti a seguito della proiezione dell’omonimo film. Poco prima dell’inizio della serata cerco, come è ormai mia abitudine fare, di catturare qualche impressione pre-concerto fra il pubblico presente. Incontro una giovane coppia con cui scambio due chiacchiere sull’artista: «Lo seguiamo da quando siamo giovani, ed è incredibile come ci sembri sempre attuale, moderno. È bellissimo vedere la presenza delle generazioni più lontane a ogni sua esibizione». Chiedo a Massimiliano, uomo dai lunghi capelli bianchi, quali sono le sue aspettative nei confronti del concerto: «Mi aspetto un’ulteriore evoluzione dell’artista, con un ritorno a questo suo tradizionalismo barbarico in chiave più modernista. Ferretti non è mai stato slegato dalla contemporaneità; ogni volta che lo vedo intuisco un’evoluzione, un cambiamento».

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IMG_6672Ed ecco che la proiezione di Saga immerge il pubblico in una dimensione umanamente originaria e decisamente anomala, preparandolo alla comprensione delle narrazioni espresse nella performance live. Il concerto parla di uomini, cavalli, montagne: questo eravamo, questo siamo stati, nei secoli dei secoli. Saga è, come afferma Ferretti, una lezione di storia, una rappresentazione di umanità che sta scomparendo, una profonda riflessione sul mondo equestre col fine di rigenerare la nostra anima. A fine concerto parlo con Sench, anima dei Potage, storica punk band lariana, che mi fornisce una dettagliata analisi sul personaggio in questione: «L’ho visto per la prima volta dal vivo alla Festa dell’Unità dell’85, ho vissuto la sua evoluzione artistica e ho avuto la fortuna di vedere il suo ultimo spettacolo equestre. Trovo sia un uomo riappacificato con sé stesso, in qualche modo è riuscito a legare assieme tutte le vite che ha vissuto, trovando una dimensione che lo riportasse all’origine – prosegue – È una persona estrema, non tanto in senso politico, ma in quanto a personalità; è un provocatore estremo, fondamentalmente punk. Ha in dono una voce eccezionale che rende i testi delle canzoni tremendamente evocativi e ancestrali». Alice è rimasta colpita dalla personalità dell’artista:«Ha un modo di vivere autentico e semplice, da quello che abbiamo potuto sbirciare dal film ho notato la coerenza fra produzione artistica e vita quotidiana. Segue una filosofia per cui è necessario fare le cose nel credere». Una performance piacevolmente destabilizzante; una serata fuori dalle righe che ci porta a riflettere sulle radici del genere umano. Fra letture e canti poetici, non potevo immaginare una miglior conclusione per questa prestigiosa edizione del Tremezzina Music Festival.

(Fotografie di Edmondo Canonico)

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