La Casa della Musica ricorda la tragedia di Terezín

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La musica di Terezín risuona a Como anche quest’anno. Rimane sempre acceso, il ricordo che la Casa della Musica propone da alcuni anni in città ogni 17 ottobre, il giorno dell’anno in cui, nel 1944, un’intera generazione di musicisti, poeti e pittori che avevano vissuto nel “ghetto modello” di Theresienstadt venne sterminata ad Auschwitz – Birkenau. Una mostra, un incontro per le scuole e un reading-concerto caratterizzano l’edizione di quest’anno, ospitata come ormai consuetudine nel Salone Musa dell’Associazione Carducci in viale Cavallotti 7. Dalle 8.30 del mattino alle 23 sarà aperta per tutti la mostra di disegni e poesie del ghetto di Terezín Attraverso gli occhi dei bambini, che l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta di Como ha composto con particolare cura e fedeltà storica andando a ricostruire il frutto dello sforzo memorabile di tutti quegli adulti che sfidarono le leggi del ghetto perché i bambini e i  ragazzi potessero continuare a giocare, a imparare, a esprimersi facendo scuola clandestinamente e barattando pane quotidiano in cambio di matite, colori e suscitando l’amore per la poesia, il disegno, la musica, il teatro. Proprio i ragazzi, coetanei di anti giovanissimi “ospiti” di Terezín e allievi della scuole comasche, potranno partecipare alle 9 e alle 11 all’incontro La repubblica delle farfalle, narrazione delle storie e degli oggetti di quella scuola così particolare, a cura di Matteo Corradini, scrittore ed ebraista piacentino che si occupa dello studio di Theresienstadt da quindici anni preparando laboratori di espressione e didattica della Memoria in Italia e all’estero.

Matteo Corradini

La giornata della Casa della Musica si concluderà alle 21 con il reading – concerto della Pavel Zalud Orchestra (nella foto in alto in versione ensemble), dal sapore toccante, commovente quanto carico di speranza: dallo scorso anno, 15 musicisti sono in grado di suonare i 13 strumenti musicali originali, riportati miracolosamente alla vita, che furono utilizzati nel ghetto di Terezín. L’orchestra, fondata da Corradini, si compone di un violino, tre clerinetti in do e uno in si bemolle, oboe, flauto traverso, due ottivini, mandolino, basso tuba, tambura e tromba: un ensemble tanto originale qusanto particolare, utilizzato sotto la direzione di Enrico Fink, per creare uno spettacolo che alterna le musiche composte negli anni del ghetto al racconto dell’esperienza unica dei mesi di vita a Terezín, spezzati tragicamente dal viaggio beffardo sul convoglio ferroviario chiamato dalle SS “il treno degli artisti” e dallo sterminio ad Auschwitz. I musicisti della Pavel Zalud Orchestra, artisti di provenienza internazionale che di riuniscono e provano tra Firenze e Arezzo, si alterneranno, concatenandosi e fondendosi con le letture.

Enrico Fink

L’intreccio tra parole lette e musica farà da filo conduttore verso la possibilità di interrogarsi sul senso della verità, e su come la si possa cercare anche quando tutto intorno crolla, anche attraverso figure come quelle dei ragazzi che resistono, di uno scultore solitario, di un giustiziato che in sogno si mette a parlare, di una lampadina da accendere. Parole e musica creeranno un dialogo in crescendo, tra commozione e sorrisi, cercando di dimostrare come la forza dirompente dell’arte e della musica possano fortificare l’animo anche quando la vita è in fortissimo pericolo. Fink dopo una laurea in fisica si è dedicato alla musica e al teatro, attuando produzioni e incisioni dal jazz alla musica contemporanea, di strada e sacra; come flautista, cantante, attore e direttore si è esibito sui palchi più diversi, dal Festival di Sanremo al Quirinale, recitando anche nella compagnia di Moni Ovadia e tenendo conferenze, workshop e seminari in Italia e all’estero.

Una prova della Pavel Zalud Orchestra

L’ingresso al Salone Musa per la mostra è libero, mentre per il concerto serale è previsto un biglietto a 7 euro.

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