Kenny Brawner a Cantù nel segno di Ray Charles

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Tanti artisti americani sono ormai di casa All’Unaetrentacinquecirca: tornano ogni due o tre anni, propongono un disco nuovo in quella che è quasi una riunione di famiglia (allargata). Ma ci sono anche nomi che nessuno, o pochissimi, hanno mai sentito nominare, che si rivelano autentiche scoperte. Scommettiamo che sarà così anche per Kenny Brawner, atteso giovedì 9 febbraio alle 22 sul palco canturino? Cantante, pianista, autore, ha Ray Charles come grande modello e, come quel maestro, mescola jazz, blues e rhythm’n’blues e funk. Arriva da Augusta, in Georgia e per tanti anni è stato alla guida dei Raw Sugar, un gruppo con cui ha partecipato a decine di incisioni e concerti. Assieme al fratello, attualmente si esibisce come Brawner Brothers, ma ha anche una carriera parallela come attore. Ha partecipato agli spettacoli teatrali Clementine in the lower 9, nel musical The city club, in The total bent e anche in What makes a man dedicato alla vita di Charles Aznavour, un progetto approvato dallo stesso chansonnier. Ma il primo amore non si scorda mai. Così, fino a pochi giorni fa, era in scena con Ray Charles on my mind, uno show che ripercorre la carriera e, naturalmente, le più belle canzoni di quello che era soprannominato, senza esagerazioni, the genius. E ascoltiamoci la classica What’d I say per entrare nel clima…

Tra gli estimatori di Brawner anche B.B. King, che lo ha chiamato ad aprire numerosi concerti, e la Alvin Ailey American Dance Theatre, semplicemente la più importante compagnia di danza afroamericana, lo ha scelto per interpretare una Blues suite. A settant’anni suonati, in tutti i sensi, è sempre pieno di grinta e arriva in Italia per accompagnarsi a Luca Tozzi alla chitarra, Walter Cerasani al basso e Pablo Leoni alla batteria per un concerto che si annuncia all’insegna di una torrida black music per riscaldare una fredda serata si febbraio.

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