Kachupa, dal Womad a Tremezzo

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È stata un’estate movimentata per il parco Teresio Olivelli di Tremezzo, che ha ospitato giusto la scorsa settimana un partecipatissimo Tremezzina Music Festival, e per il lounge bar Acqua Cheta al suo interno che, da sempre, punta sulla musica dal vivo di qualità. E stasera non si smentisce ospitando i Kachupa, lanciatissimo quintetto che schiera Lidiya Koycheva (voce), Davide Borra (accordéon), Mattia Floris (chitarra e tamburo), Alberto Santoru (basso) e Domenico Inguaggiato (batteria). È un gruppo che sposa Italia e Bulgaria, ma per il suo nome ha scelto di ispirarsi a un piatto capoverdiano «Con verdura, frutta, legumi, cereali e pesce, ingredienti poveri ma ricchi di vitamine e di vita», come il sound di questa band che mescola ska, rock e reggae al folk del Mediterraneo e al sound dei Balcani. Girovagando su un carretto, sono riusciti a vendere ben cinquemila cd come busker.

Abbastanza per pubblicare un album vero e proprio, Gabrovo Express, premiato da Radio Popolare Network al Mei di Faenza come miglior disco autoprodotto del 2006. Hanno diviso le scene con personaggi eterogenei che vanno dai Modena City Ramblers e i Mau Mau fino ad Alvaro Soler passando per Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Goran Bregović e perfino Al Bano. Tra i numerosi riconoscimenti il più importante è l’invito al Womad, il festival di world music diretto da Peter Gabriel che li ha espressamente voluti. L’ultimo album, Giù la maschera, risale allo scorso anno.

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