Jaselli e Black Beat Movement conquistano pubblico (e sindaco) di Tremezzo

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Jaselli

Jaselli

Sono quasi le 21 e al Parco Olivelli di Tremezzo sta per avere inizio la penultima serata del Tremezzina Music Festival. Sono curiosa di conoscere il pubblico del concerto, tanto numeroso quanto vario. Incontro Massimo e Marco, due canturini a cui chiedo un’opinione sulla serata in programma: «È una bella accoppiata di artisti, entrambi spaccano. Sia Jaselli che i Black Beat Movement sono musicisti molto validi, non potevamo perderci l’evento». E con This city di Jaselli il concerto prende il via. Gli spettatori sono fin da subito coinvolti nella performance; c’è a chi la musica dell’artista ricorda Ben Harper e Jeff Buckley, a chi ricorda quella dei Lumineers. Mi imbatto in Sebastiano, ragazzo che si esprime riguardo il concerto: «Sono artisti veri. Mi vengono i brividi quando Jaselli comunica con il pubblico. Non solo quando canta, anche quando parla». Grazie a queste ultime parole rifletto sugli effetti collaterali fisici e psichici a cui la musica può portare e ammiro come i musicisti sul palco riescano a creare una tale intesa con gli spettatori. A fine performance parlo con Mauro Guerra, sindaco del comune di Tremezzina: «Mi ha colpito la grande professionalità della band; mi è piaciuto come hanno gestito il concerto, il pubblico pare abbia apprezzato e si sia divertito, il finale è stato molto bello. La formula di aprire le ultime due serate del Festival ad altri generi musicali ha permesso la riuscita di uno spettacolo fresco e coinvolgente senza tradire le aspettative nei confronti dell’evento. Ora sono molto curioso di sentire i Black Beat Movement».

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Black Beat Movement

Black Beat Movement

Pochi istanti dopo è proprio la formazione milanese a prendere in mano le redini del palco e a farci sognare fra soul, hip-hop e funky. La potenza dei Black Beat Movement arriva dritta allo stomaco e la maggior parte degli spettatori resta incantato di fronte alla forza del gruppo. Con la loro «musica nera da giungla metropolitana» – così definita da Guido, poetico ventenne – esplodono in una botta di vita e freschezza che si riflette nella serenità del pubblico a fine serata. “È una band che carica -afferma un giovane Davide – non li conoscevo, ma mi hanno colpito subito. Ho comprato disco e maglietta». Paola li ha trovati «Sofisticati, di un genere unico – e aggiunge – Li ho apprezzati moltissimo. È stato come avere la soddisfazione di finire una dieta e andare in pasticceria, hanno riempito un vuoto». Due concerti di altissimo livello per un Tremezzina Music Festival che sembra ampliare sempre più i suoi orizzonti.

(Foto di Edmondo Canonico)

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