Incroci d’autore: Fabrizio De André

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La serata proposta da Cecilia Casella e dalla scuola di musica NotasuNota non è un tributo e nemmeno una  semplice riproposizione delle canzoni di Fabrizio De André. È un percorso che NotasuNota ha creato dentro le canzoni di questo grande autore intrecciandovi temi storico – sociali e letterari, uniti a brani di musica antica e classica (che De André amava moltissimo) suonati a due chitarre dal duo InCanto di Franco Frassinetti e Roberto Sala. Si chiama Intrecci d’autore e si snoda in sei segmenti che  saranno via via presentati e commentati con il pubblico: Tra l’antico e il classico; Un poeta tra poeti; Una voce politica; Il pittore di uomini e donne; Tra storia e cronaca; Fino a  qui e per sempre; con una introduzione di tutto il percorso che parte da Le nuvole che sarà letta con il sottofondo di un brano di Telemann (un compositore dal quale De André ha attinto per comporre La canzone dell’amore perduto). La serata viene proposta come una lezione aperta, in cui – con l’aiuto e l’esperienza di due docenti chitarristi – impariamo a conoscere un grande del nostro tempo.

Ciascuno dei primi cinque segmenti contiene tre brani recitati o cantati di De André e musiche classiche scelte per sottolineare il legame che l’autore aveva con la tradizione musicale del passato, ma anche per evidenziare le sue scelte compositive, tonali e armoniche, spesso in perfetta sintonia con i classici o persino profondamente contaminate dalla cultura rinascimentale e barocca. Il percorso vuole così articolare quegli intrecci d’autore, appunto, che forse al grande pubblico non appaiono immediatamente evidenti, per condurre al sesto e ultimo segmento, Fino a qui e per sempre, perché ad esso sono consegnati quei brani (non sono i soli e gli unici, ovviamente) che la tradizione ci tramanda come indelebile memoria di questo grande autore, musicista e poeta del Novecento.

La lezione di domenica 12 giugno in piazza Martinelli non ha, quindi, carattere biografico o storico – ricostruttivo, ma si configura come aperta proprio perché non propone alcun esito esaustivo e conclusivo sul percorso che De André ha compiuto attraversando la musica e la cultura del suo tempo. Al contrario, dalla proposta della serata rimane esclusa tutta la complessa produzione etnico – musicale e dialettale (genovese o sarda) che il cantautore ha composto, poiché essa verrà fatta oggetto di un progetto ancora più specifico che NotasuNota intende proporre e condividere con il pubblico in futuro.

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