In Tremezzina il jazz di Vignato e la contaminazione di Salis e Sissoko

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Tra jazz e nuove musiche, la seconda serata del Tremezzina Music Festival promette un nuovo appuntamento di altà qualità al parco Teresio Olivelli di Tremezzo giovedì 17 agosto. Rinnovando una tradizione della manifestazione diretta da Marco Zanotta, ecco l’esibizione di Filippo Vignato, vincitore della prestigiosa classifica Top Jazz del mensile Musica Jazz che, proprio lo scorso mese, ha tagliato il traguardo delle ottocento uscite in edicola dal luglio del 1945. A seguire lo strepitoso duo multietnico, internazionale e polimorfo di Baba Sissoko e Antonello Salis. Alle 21 il trombonista vicentino Filippo Vignato, «miglior nuovo talento 2016» secondo il magazine specializzato, guiderà il trio che ha formato a Parigi tre anni fa con Yannick Lestra (piano Fender Rhodes) e Attila Gyarfas (batteria). Nato a Thiene, nel vicentino, poco meno di trent’anni fa, Vignato ha studiato al Conservatoire National de Danse et Musique di Parigi. È un artista eclettico, che non si accontenta di legarsi a un genere musicale definito e ha spaziato dal jazz alla libera improvvisazione, alla musica contemporanea e alla musica etnica. Oltre a questa formazione, con cui ha raccolto meritati consensi in tutta Europa, è anche parte di Elongate, in duo con il pianista Enzo Carniel, dedicandosi alle composizioni di Albert Mangelsdorff, il grande e innovativo trombonista tedesco che rappresenta un sicuro punto di riferimento per i musicisti successivi. Ma non solo: è parte della Rebel Band del pianista umbro Giovanni Guidi, ha fondato la formazione crossover tra jazz, rock e elettronica Mof, con cui ha pubblicato due dischi, ed è ancora membro del quintetto Omit Five con cui ha vinto importanti concorsi. Oltre a essersi esibito in tutti i principali festival e nei più importanti club italiani ed europei, è conteso dalla crema dei jazzisti italiani. La consacrazione di Musica Jazz non fa che confermare l’eccezionale levatura di questo giovane, ma già affermato stilista e il Tmf non poteva lasciarselo scappare.

Filippo Vignato tra Attila Gyarfas e Yannick Lestra

Alle 22.30 ecco l’esplosivo incontro tra due personalità dirompenti. Da una parte Salis, sardo, legatissimo alla sua terra, musicista di smisurato talento. Chi ha assistito a sue esibizioni al pianoforte e alla fisarmonica sa che non usa solo le dita per suonare. Tutto il suo corpo diventa strumento lasciando trasparire un’anima di profonda sensibilità, non solo musicale. Non si contano le sue collaborazioni e i suoi esperimenti che denotano una totale apertura a ogni genere di contaminazione con risultati sempre strabilianti. In questo caso l’incontro è con il grande musicista malindi Baba Sissoko. È riconosciuto come uno dei grandi maestri del tamani, un particolare tamburo a forma di clessidra tipico dell’Africa occidentale. Ma è un musicista poliedrico che suona anche la chitarra oltre ad altri strumenti della sua terra come lo ngoni, il kamalengoni, il balaphon, la calebasse e le sildrum. Chi lo ha ascoltato a Festate due anni fa aveva assistito a una performance straordinaria, ma in questo caso la situazione è ancora diversa. Da una parte gli strumenti occidentali di Salis, il rigoroso pianoforte e la più popolare fisarmonica, dall’altra lo n‘goni, uno strumento a corde tradizionale dell’Africa occidentale, suonato dai griot, i cantastorie, nelle cerimonie e nelle celebrazioni, e il tamani, il “tamburo parlante” di cui Sissoko è un indiscusso virtuoso. Originario di Bamako, capitale del Mali, Baba è discendente di una dinastia di griot e la sua voce è un altro punto di forza di questo matrimonio che avviene a metà strada tra quella terra e la Sardegna di Salis, in mezzo al Mediterraneo. Entrambi i concerti sono a ingresso libero e, in caso di maltempo, l’evento si sposterà al chiuso, al vicino Teatro Teresio Olivelli.

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