In arrivo il primo video degli MSTR

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C’erano una volta i Maestri. Ora ci sono gli MSTR. E guai a chiedergli il significato di questo nome, che tanto non lo svelano nemmeno sotto tortura. «A questa domanda non rispondiamo mai», mi dice sorridendo Joe, cantante e leader della band. È domenica 5 giugno e siamo a Cantù, sul set del loro primo video, a pochi minuti dall’inizio delle riprese. IMG-20160605-WA0029Insieme a Joe, al secolo Giovanni Pagani, nel backstage incontro Simone Porro, tastiere e synth, Andrea Orsenigo, chitarra e Jonathan Vitali, batteria, visibilmente emozionati. Primo video tratto dal disco omonimo, registrato a Milano presso il Godz Studio da Luca Serpenti (bassista di Max Pezzali) e presentato il 19 febbraio all’Honky Tonky di Seregno, per questi giovani e talentuosi canturini doc dall’aria sfacciata e adorabile.

Che definizione dareste a questo vostro primo album?

Chiaro, potente, energico, divertente e in italiano, che non è un aggettivo ma, a nostro parere, un valore aggiunto. I nostri brani prendono spunto da situazioni di vita che vengono appositamente generalizzate, per non essere troppo autoreferenziali, e parlano un po’ di tutto. A parte I giovani bevono la droga, che è un pezzo piuttosto surreale, nato con l’intento di divertire, gli altri hanno tutti un senso e un messaggio preciso, veicolato da testi abbastanza espliciti e semplici da cogliere. Accanto al disco, che si trova su I-Tunes e in streaming su Spotify, abbiamo un vastissimo merchandising, disponibile sul sito e sulla pagina facebook, dalle magliette ai condom, tutto rigorosamente Made in MSTR.

Oggi girate il vostro primo video. Raccontatecelo.

IMG-20160605-WA0014Il protagonista è Gente di provincia, primo singolo del nostro album, un brano che parla di noi, del fatto che viviamo qui, in questa provincia sempre bistrattata e vista come il fanalino di coda rispetto ad altre realtà, ma, come sempre, tutto dipende da quale prospettiva si guardano le cose. Per noi, è punto di partenza e, spesso e volentieri, anche punto di arrivo, però, tra inizio e fine, ci sono in mezzo talmente tanti viaggi e tanta vita che alla fine non è del tutto corretto, darla per scontata. Nel ritornello «Gente di provincia, che è gente normale con un che di speciale», cerchiamo di mettere in evidenza quanto possa essere comunque bello e piacevole vivere qui, a dispetto di tutti quelli che vestono la provincia di un abito di grigia depressione e monotonia. Per quanto riguarda il video siamo ancora in una fase di realizzazione del soggetto, e non vogliamo dare troppe anticipazioni, perchè ci piacciono le sorprese. Quello che è certo è che ci saranno scene, come quelle che gireremo qui oggi, nelle quali noi suoneremo circondati dal pubblico, ma non diciamo altro.

Parliamo dei registi….IMG-20160605-WA0019

Sono Gabriele Ciancies, Enea Costetti e Luca Grimaldi, tre videomakers di C90, un collettivo milanese che si occupa di produzione audiovisiva, musicale, fotografica, performativa, teatrale e artistica.  Li abbiamo conosciuti per caso,  suonando in giro, tramite un ragazzo incontrato in occasione della vittoria al contest che ci ha permesso, il 20 luglio dello scorso anno, di aprire il concerto dei Subsonica all’ippodromo delle Capanelle di Roma. Lui ci ha presentato il collettivo e da lì è partita la condivisione di idee.

Cosa c’è nel futuro degli MSTR?

Stiamo cercando un’etichetta e un’agenzia di booking, nel frattempo ci dedicheremo ai live. Per esempio, il 2 settembre saremo ad Arezzo, ospiti di una festa medievale, mentre il 4 giocheremo in casa al Cantugheder. Questa formazione suona insieme da circa due anni, e non rinneghiamo la parte più grezza del nostro suono, retaggio dei Maestri. Siamo però cresciuti, il nostro prodotto oggi è più studiato e definito, meno punk, ma con la stessa energia. Abbiamo optato per il basso elettronico, riprodotto dal synth di Simone, e per ora preferiamo così, ma potremmo cambiare idea, se dovesse capitarci l’occasione di conoscere un bassista in gamba, dal momento che, come cita un nostro brano, il basso è fondamentale».

Il tempo stringe, bisogna far entrare le comparse e sistemare gli ultimi dettagli. L’atmosfera è carica di energia e voglia di fare, gli strumenti sono in posizione, le luci anche. Tutto è pronto. Ciak, si gira. Buona fortuna, ragazzi.

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