In Arena con Fiorella

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Gran finale per il Festival Como Città della Musica: doppio appuntamento nell’Arena del Teatro Sociale, a partire da venerdì 14 luglio con Fiorella Mannoia e il suo Combattente tour. Molti pezzi del nuovo album sono un inno e un invito alla vita, all’affermazione di sé, a non accontentarsi: «Beato chi sa cosa lascia e non sa cosa trova / beato chi sa che poi troverà!» (I pensieri di Zo), «L’abitudine che ho a non accontentarmi mai a non vivere così a metà» (L’abitudine che ho).

Nessuna conseguenza, uno dei brani, affronta il tema femminile: come stanno oggi le donne?
Per alcuni versi meglio ma con la crisi economica sono le prime a farne le spese. La gravidanza può essere ancora un impedimento per il lavoro, all’ordine del giorno ci sono stupri, bullismo, stalking: sono preoccupata. In tanti paesi in via di sviluppo, poi, la situazione è davvero drammatica. Nel nuovo disco ci sono storie di donne che combattono: è questo il filo conduttore del nuovo progetto. Combattiamo tutti per qualcosa; le molle sono tante, lo scopo è uno: la felicità. Le donne si trovano a lottare per (ri)trovare la propria dignità perduta, troppe donne ancora ogni giorno si sentono dire «Devi stare solo zitta e ringraziare».

L’ultimo incontro ravvicinato con Fiorella Mannoia, in concerto al Casinò di Campione d’Italia (Foto di Carlo Pozzoni)

Il nuovo album esprime una volontà che va oltre la sfera musicale, qual è il suo intento?
Sento di dover tenere gli occhi sempre ben aperti: oggi più che mai è necessario essere combattenti. Come nella copertina del disco, voglio essere un generale di un esercito di pace che non smette di opporsi alle ingiustizie. Le battaglie più difficili sono quelle quotidiane per esserci, per farci sentire, per non essere invisibili: tanti singoli insieme diventano una forza che niente e nessuno può fermare. Spesso non ce lo ricordiamo invece dobbiamo tenerlo ben presente.

Questo spirito si percepisce anche dall’utilizzo dei social: diretta e onesta, ringrazia sempre e prende posizione. È un canale privilegiato per parlare con il pubblico che condivide con lei l’idea di un mondo migliore?
Di fatto è diventato questo: parlo di me e del mio lavoro, è un punto d’incontro e a volte di scontro – comunque sempre civile, dove non ci sono odiatori seriali. Come con gli amici, sono legata a chi mi segue per affinità elettive. La discussione, quando c’è, è civile e cambiare opinione sta nella civiltà del dialogo. Sono arrivata a quasi un milione di contatti gestiti da me, proprio per il rapporto che ho con chi mi segue: non permetterei a nessuno di parlare a mio nome.

Scherzando con i fan: «Non c’è nessuna distanza tra me e loro» (Foto di Carlo Pozzoni)

Il legame con il pubblico è evidente anche nei concerti: passa dalla musica ma è anche una condivisione di valori. Cosa prova quando scende dal palco e va tra gli spettatori?
Lo faccio da anni, è un contatto, un abbraccio: non c’è nessuna distanza tra me e loro e mi fa ogni volta immenso piacere. Non dimentico mai, inoltre, un insegnamento di qualcuno che disse «La felicita è desiderare ciò che abbiamo».

Qual è il criterio con cui ha scelto i brani del live all’interno del repertorio vastissimo?
Canto sicuramente alcune canzoni del nuovo album ma anche tutte quelle presentate a Sanremo e le racconto sul palco. Immancabili Quello che le donne non dicono e Il cielo d’Irlanda e anche brani di grandi cantautori che negli anni ho cominciato a sentire anche un po’ mie.

Fiorella nel cast tutto al femminile di 7 minuti di Michele Placido

L’anno scorso ha recitato in 7 minuti di Michele Placido, film di grandissimo successo in cui lei ha dimostrato una grande bravura. Nel 2016 ha scritto Perfetti sconosciuti – colonna sonora dell’omonimo film. Da settembre sarà protagonista di uno show su Rai Uno, dopo la partecipazione a quello di Virginia Raffaele. Impegni numerosi e diversi che dimostrano quanto sia instancabile, è così?
Me lo chiedo anche io, non so dove prendo tutta questa energia. Quando si accendono le luci sei «Sospeso dalla vita» – come disse Caetano Veloso – e non c’è nulla di eguale. Ancora mi piace e ne sono entusiasta e divertita.

Amiche per l’Abruzzo: con Elisa, Gianna Nannini, Laura Pausini e Giorgia

Nel 2009 lei è stata tra le protagoniste di Amiche per l’Abruzzo, il concerto organizzato a San Siro a seguito del sisma del 6 aprile 2009. Da anni è fortissimo anche l’impegno per il Sud del mondo, dove la musica può intervenire sulla vita dei giovani. Quali progetti sono in atto, ora?
Sono sempre testimonial di Axe in Brasile per i bambini di strada che, attraverso l’arte, la musica, la danza vorremmo indurre al diritto di sognare, perché da adulti siano cittadini che possano intervenire sulla vita propria e altrui. Con Ottobre Africano, un progetto interculturale, abbiamo realizzato serate di musica africana e pizzica: segnali di vicinanza e di conoscenza, se ci conosciamo si abbatte la paura e la musica resta sicuramente uno strumento universale. Collaboro anche con Amref ed Emergency, voglio impegnarmi in tutto quello che serve per gettare ponti e non per costruire muri.

Tutti pronti a cantare e a emozionarsi, a partire dalle 21.30.

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