Il San Teodoro per Aism

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Un’occasione per fare e farsi del bene, quella che vedrà salire sul palco del Teatro San Teodoro di Cantù, sei talentuosi artisti per Il San Teodoro per Aism, un evento benefico finalizzato al sostegno della ricerca e delle attività della sezione provinciale comasca dell’Associazione italiana sclerosi multipla sabato 4 novembre alle 21. La line up, davvero gustosa e meritevole, segno del grande impegno profuso dagli organizzatori per coniugare impegno sociale e alta qualità artistica, sarà composta da Azzurra, al secolo Cinzia Reghenzani, cantautrice dal timbro cristallino, Caterina Turchi, con la sua splendida voce rock, Daniela D’Angelo, ex cantante della band Distinto, che ha da poco intrapreso la carriera solista, l’ex leader dei Deasonika Max Zanotti, producer, chitarrista e cantante dei Rezophonic e dei Casablanca, (presente anche nella scorsa edizione) e da due amatissimi cantautori torinesi, Alberto Bianco, che quest’anno ha accompagnato Niccolò Fabi nel suo ultimo tour, e Daniele Celona (nella foto in alto), attualmente impegnato nelle registrazioni del suo terzo disco. Ingresso a offerta libera a partire da 10 euro, apertura porte alle 20, inizio concerti alle 21.

Caterina Turchi

Ci sono cose, in questa pazza e strana vita umana, che ci rotolano addosso come una valanga, senza che nessuno di noi abbia fatto nulla per provocarle o, ancora peggio, senza meritarsele. Cose che spesso fatichiamo a chiamare per nome, ci fanno arrabbiare e ci restituiscono, come uno schiaffo, quel senso tipico di impotenza che, nel quotidiano scorrere dei nostri affanni, tendiamo ad ignorare. Cose come la sclerosi multipla, una grave malattia che colpisce il sistema nervoso centrale e si manifesta con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio. Con 3.400 nuovi casi ogni anno, attualmente sono circa 114mila le persone in Italia affette da questa patologia (i 2/3 sono donne, il 5% bambini e ragazzi), che insorge solitamente tra i 20 e i 40 anni (è infatti la prima causa di invalidità tra i giovani dopo gli incidenti stradali) e il cui decorso varia da persona a persona.

Daniela D’Angelo

Una malattia che, in Italia, ha un costo sociale annuo di circa 5 miliardi di euro (fonte Barometro Aism 2017), che minaccia di portarsi via speranze e futuro, la cui causa non è del tutto accertata e la cui cura definitiva ancora non esiste, e che descritta così sembra una condanna senza appello, un infinito pozzo nero dal quale risalire pare impossibile. Ma c’è chi non si arrende, e combatte e lavora, ogni giorno, accanto ai malati e alle loro famiglie, nel campo della ricerca, dell’assistenza, della difesa dei diritti e dell’inclusione sociale. Questa è l’Aism, Associazione italiana sclerosi multipla, che opera dal 1968 su tutto il territorio italiano e dal 1998 è affiancata da Fism, Fondazione italiana sclerosi multipla, istituita per continuare a promuovere e finanziare la ricerca scientifica, i cui numeri davvero impressionanti: 28 milioni di euro gli investimenti nella ricerca negli ultimi 5 anni, con 389 ricercatori finanziati dal 1987, 144 pubblicazioni scientifiche e 36 progetti sovvenzionati (solo nel 2016).

«Per quanto riguarda il nostro territorio, Aism è nata nel 1983 – mi racconta un responsabile della sezione provinciale di via Pasquale Paoli 26 – e opera nelle province di Como, Lecco e Sondrio. Contiamo all’incirca una quarantina di volontari in sede, che si occupano di assistenza alle persone affette da Sclerosi Multipla, sia a domicilio sia nel nostro centro riabilitativo (l’unico esistente in Lombardia), in cui lavorano diversi professionisti, come fisioterapisti, psicologi, fisiatri e altre figure sanitarie. Oltre a questo, Aism ha attivato uno sportello sociale, in cui è possibile ricevere consigli e informazioni in merito a diverse questioni di natura legale ed offre un servizio di trasporto che permette al malato di recarsi nei vari centri di cura, al lavoro o a scuola».

Max Zanotti

L’associazione è anche molto impegnata sul fronte socio-culturale e ricreativo, con laboratori in sede e progetti rivolti all’esterno. «La prossima primavera abbiamo in programma una battellata sul lago di Como e da moltissimi anni, nel mese di giugno, organizziamo un soggiorno assistito a Lignano Sabbiadoro, con personale volontario ed infermieristico specializzato. Questo è un progetto innovativo, che ha come obiettivo il raggiungimento dell’autonomia e l’integrazione, perché spesso la malattia porta ad una chiusura nei rapporti sociali». Aism, come ogni onlus, ha necessità di sostenersi dal punto di vista economico, e lo fa attraverso alcune iniziative sia su scala nazionale che locale. A livello nazionale, si è recentemente concluso l’evento La mela di Aism (5mila le piazze italiane coinvolte, con 180 punti di raccolta sparsi sulle tre province e circa 600 volontari impiegati), che ogni anno, a ottobre, raccoglie fondi per sostenere i progetti destinati ai giovani, mentre a marzo si terrà La gardenia di Aism, dedicata alle donne, maggiormente colpite da questa malattia rispetto alla popolazione maschile. A livello locale, invece, oltre alle donazioni spontanee, sono tante le piccole, ma importanti, manifestazioni organizzate per finanziare le attività dell’associazione, come quella che avrà luogo al Teatro San Teodoro.

Alberto Bianco

Per aiutare Aism, però, c’è anche un’altra via. «Per noi i volontari sono fondamentali, e abbiamo previsto, in sede, la presenza di un referente che accolga tutti coloro che hanno voglia di prestare la propria opera e il proprio tempo a favore delle nostre attività. Ci sono ancora molte cose da migliorare, specialmente per quanto riguarda il mondo del lavoro e la parità di diritti, ma noi non ci arrendiamo». Nessuno si arrende, da queste parti, ma, per non arrendersi, non bisogna essere da soli, non bisogna sentirsi soli. Questa è, su tutte, la cosa più importante. Ci sono cose, in questa pazza e strana vita umana, che ci rotolano addosso come una valanga. Ma se non restiamo da soli, qualcuno ci vedrà e ci verrà a salvare. Io ci credo.

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