Il Festival jazz di Chiasso chiude con Roy Paci e Hamasyan

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Secondo giorno della ventesima, attesissima edizione del Festival di cultura e musica jazz di Chiasso che si concluderà domani al Cinema Teatro. Il titolo di questa importante edizione, che festeggia due decenni di ottima musica oltreconfine, è ripreso da Louis Armstrong che parafrasava Shakespeare: To jazz or not to jazz? There is no question. E non c’è questione che, già da questo primo appuntamento, la qualità sarà altissima. L’onore di aprire la rassegna, giovedì 16 marzo alle 20.45, è spettato a China Moses, accompagnata da Mike Gorman al pianoforte e da Luigi Grasso ai sassofoni. La cantante è figlia d’arte: sua madre è la celeberrima Dee Dee Bridgewater, un modello alto da seguire e China non si è limitata a ripercorrerne le orme, ma ha trovato presto una sua personale strada. Subito sopo il palco è stato conquistato da David Murray, il fondatore dello storico World Saxophone Quartet.

David Murray

Da scoprire, invece, il connubio svizzero – sudafricano del bassista elvetico Bänz Oester e The Rainmakers, ovvero Nicolas Masson (sax tenore), Afrika Mkhize (piano) e Ayanda Sikade (batteria), che ha aperto la serata di venerdì 17.

The Rainmakers

A seguire il momento, forse, più atteso del festival: Ron Carter, contrabbassista leggendario, colonna del Miles Davis Quintet negli anni Sessanta, sideman tra i pià ricercati, leader di grande gusto e influenza, ha incontrato Richard Galliano, sublime fisarmonicista, probabilmente il più celebre al mondo (per il pubblico nostrano indimenticabile la sua Alba a Villa del Grumello per il festival Como città della musica l’anno scorso): un sogno per i jazzofili.

Richard Galliano e Ron Carter

A chiudere, a mezzanotte, è stata una band tutta ticinese anche se Frank Salis, asso dell’organo Hammond, si è ritagliato una meritata notorietà a livello internazionale.

Frank Salis Trio

Con lui Marco Nevano al sax tenore e Marc – Olivier Savoy alla batteria. È elvetica anche l’apertura dell’ultimo appuntamento, quello di sabato 18 marzo con Roberto Pianca Sub Rosa.

Tigran Hamasyan

Gran finale con un solo del pianista armeno Tigran Hamasyan, tra i più apprezzati in questo momento, e con l’omaggio al padre del blues, W.C. Handy, dei Penta Blues di Roy Paci e Mauro Ottolini (nella foto in alto).

Sarà il Cinema Teatro a ospitare la rassegna e, dalle 19, sarà possibile anche cenare tutte le sere nella terrazza della struttura. Biglietti a 30 euro (ridotti a 25 euro, after 24 a 10 euro). Informazioni al sito www.centroculturalechiasso.ch, mailcultura@chiasso.ch, tel.: 0041916950914.

E non è finita: in occasione del centenario dalla prima incisione jazz su vinile, lo Spazio Officina di Chiasso ospita la mostra Un secolo di jazz dal 19 marzo al 30 aprile. La mostra celebra un patrimonio visivo di grande vivacità attraverso cover, manifesti, locandine, cartoline e copertine di libri. Per elaborare la veste grafica di cover e poster raffinati e innovativi nelle loro soluzioni cromatiche e compositive sono stati coinvolti grafici e artisti di livello internazionale: da Josef Albers a Max Huber, da Andy Warhol a Guido Crepax. Il viaggio attraverso un percorso espositivo che abbraccia cento anni di un fenomeno musicale e sociale dirompente come il jazz presenta inoltre dischi, grammofoni della fine del 1800 e del 1900, strumenti musicali rari, spartiti e edizioni divenute celebri, reportage fotografici, spezzoni di film e punti di ascolto.

Sax nelle vetrine del corso

Infine, durante il mese di febbraio e fino al 20 marzo, le vetrine di alcuni negozi del Corso San Gottardo esporranno una sessantina di saxofoni decorati dai bambini delle quinte elementari di Chiasso.

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