Il Concerto imperfetto di Meg a Milano

0 348

Lei sta nella mia oasi protetta delle donne che amo, musicalmente parlando. In parte perché ho sempre ammirato la sua geniale follia e il suo talento cristallino, e in parte perché, in un periodo piuttosto lungo della mia vita, ho tentato (fallendo in modo imbarazzante) di assomigliarle, capendo solo dopo diverso tempo che di Meg ce n’è una sola e basta. Maria Di Donna (questo il suo vero nome), napoletana doc, ma figlia del mondo, ha respirato note e suoni fin da bambina, è entrata nei 99 Posse in un periodo in cui occupare le università faceva rima con rivoluzione (sono passati più di vent’anni, ma pare ieri), ha collaborato con i migliori sulla piazza, presenti e passati (Pino Daniele, Subsonica, Elisa e Tiromancino, solo per citarne alcuni), ha reinterpretato in modo assolutamente unico alcuni brani dei Beatles, ha dato vita al Bipolare tour insieme a Colapesce (un altro che mamma mia tenetemi!), ha composto canzoni che mi spaccano il cuore ogni volta che le ascolto.

Poi arriva la fine di settembre di quest’anno, e Meg se ne esce con Concerto imperfetto, pubblicato dall’etichetta Multiformis e distribuito da Artist First, un doppio album che contiene i suoi maggiori successi registrati dal vivo al Teatro Carignano di Torino, ma non solo. Concerto imperfetto è come stare a bordo di un’astronave, tra luci, colori, stimoli sonori e stupore, un viaggio tra suoni psichedelici e sperimentazione, uno spazio intimo e cantautorale che si fonde con profonde vibrazioni ed emozioni genuine, dove gli errori, le imprecisioni, le piccole, inevitabili defaillance di un live diventano un gioiello prezioso.  Sedici canzoni reinterpretate e vestite, ogni volta, di abiti diversi, che l’artista partenopea proporrà martedì 21 novembre al Teatro Cinema Martinitt di via Riccardo Pitteri 58 a Milano, per la seconda tappa del tour che la porterà a esibirsi nei teatri in tutta Italia e che io, di certo, non posso perdere.

Non è più in prima linea, non indossa più i piercing, ha fatto pace con la sua Napoli e ora vive, per la maggior parte dell’anno, a New York, ma resta la ragazza semplice, adorabile e imperfetta di sempre. «L’imperfezione è un concetto su cui mi sono soffermata tanto negli ultimi anni – ha dichiarato in un’intervista – e oggi questo, per me, è un atto rivoluzionario. Mi sono resa conto che individuare i propri difetti ed errori è importantissimo, perché in un’epoca in cui bisogna essere perfetti a tutti i costi, è un modo per affermare se stessi e la propria unicità. Recentemente mi è venuto in mente questo: quando abbracci l’imperfezione con positività e non in modo autopunitivo, finalmente la leggerezza dell’essere non è più insostenibile. Ecco perché la felicità per me coincide con l’imperfezione.»

Come darti torto? Ci vediamo in teatro, bellezza.

Apertura casse ore 20
Apertura porte ore 21
Inizio concerto ore 21.30
Biglietti a 25 euro poltronissima, 20 euro poltrona e 18 euro galleria

Lascia un commento