I Kids di Stefano Bagnoli per Jazz on the water

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Un nuovo appuntamento con la rassegna Jazz on the water diretta da Emanuele Ronchi a Villa Geno: venerdì 1 dicembre sarà protagonista il trio del batterista Stefano Bagnoli. We Kids è la sigla che il musicista milanese adotta quando si confronta con le nuove generazioni. Con Francesco Patti e Giuseppe Cucchiara, oggi musicisti giustamente apprezzati, aveva dato vita al progetto all’inzio del decennio, realizzando anche album di grande spessore come Un altro viaggio e un bell’omaggio al talento di Billy Strayhorn, sempre a rischio di essere dimenticato all’ombra di Duke Ellington. Ma per restare tale, questo trio che vede un artista affermato, ancora giovane, ma sulle scene dalla fine degli anni Settanta chiamare a sé nuove leve. La nuova formazione, che si ascolterà a Como, vede al pianoforte Giuseppe Vitale e Stefano Zambon al contrabbasso, entrambi giovanissimi.

Stefano Bagnoli

Anche per questo il repertorio scelto è classico, classicissimo: Louis Armstrong, Fats Waller, Benny Goodman, lo stesso Ellington, fondamentali che le nuove generazioni di jazzisti danno per acquisiti, se non sorpassati, rivitalizzati da questa sezione ritmica che punta sulla stretta interazione fra i tre ma non prevede fiati o altri solisti. Nel corso di una carriera ormai quarantennale, Bagnoli ha suonano in quartetto – il Devil di Paolo Fresu, il Naumachia di Giuseppe Mirabella, Rossini Jazz di Riccardo Arrighini – in quintetto – con Franco Ambrosetti e Randy Brecker, The Cube di Dado Moroni, Urban Raga di Paolino Dalla Porta, Rewind di Giacomo Tantillo e Francesco Patti – ma anche in duo – con Roberto Gualdi (Diavolo & Acqua santa) – e ancora in tre con Mazzarino – Fioravanti – Bagnoli Songs Trio e Petrin – Dalla Porta – Bagnoli Italian Art Trio.

Brushman

Non sono mancate anche esperienze di più largo respiro, con l’Orchestra sinfonica della Rai di Milano, quella dell’Angelicum e un gruppo particolarissimo come I Percussionisti di Milano, diretti da Carlo Boccadoro. Tutte esperienze che lo hanno portato a realizzare un altissimo numero di incisioni dal 1978 a oggi. Tutto sempre mettendo in risalto un drumming di estrema precisione, che non punta sugli “effetti speciali”, ma sul feeling sottile delle spazzole, modello di misura senza sacrificare l’estrosità che si compete a un figlio (e nipote) d’arte: il padre Luigi è stato fondatore della Milan College Jazz Society con il fratello Carlo Bagnoli, una tra le prime formazioni del dopoguerra. Villa Geno apre con l’aperitivo alle 19 e possibilità di cena (25 euro, prenotazioni allo 031/30.14.14). Per il solo concerto, l’ingresso è libero. Info: www.villagenobistro.com.

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