Grande jazz a Tremezzo con Della Torre – Zanchi – D’Auria

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Tre assi del jazz all’Acqua Cheta di Tremezzo sabato 18 febbraio alle 21: Damiano Della Torre, Attilio Zanchi e Francesco D’Auria si incontrano sul palco del lounge bar del parco Olivelli e tutto potrebbe succedere. C’erano una volta i supergruppi, quelli che nascevano quando musicisti provenienti da altre grandi band si univano dando vita a formazioni stellari. Se quelle rock sono celeberrime (capostipiti i Cream, permutatisi in Blind Faith oltre ai sempre citati Emerson, Lake & Palmer o Crosby, Stills, Nash & Young, con i cognomi importanti ben in evidenza) anche nel jazz i casi storici non sono mancati, anche solo per lo spazio di una serata. Il più eclatante resta The Quintet, vissuto lo spazio di qualche ora, il 15 maggio del 1953 alla Massey Hall di Toronto: Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Bud Powell, Charles Mingus e Max Roach. Damiano Della Torre è polistrumentista, compositore, cantante, in passato collaboratore di Celentano, Marina Rei, Premiata Forneria Marconi, Terence Trent D’Arby e tantissimi altri artisti. Suona praticamente qualsiasi strumento, ma è apprezzato soprattutto come tastierista e anche se ha alle spalle il conservatorio e il funk nel cuore, ha un animo jazz. Zanchi è un gigante del contrabbasso che ha suonato con la crema del jazz italiano: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Ettore Fioravanti, Roberto Cipelli e tanti altri. D’Auria non ha bisogno di presentazioni: inventivo batterista e percussionista, ha un curriculum di collaborazioni che meriterebbe un libro. Un connubio reso ancora più interessante da quelle che sono le frequentazioni recenti dei tre: funk rock per Della Torre, jazz classico per Zanchi e sperimentazione per D’Auria, elementi che sicuramente si ripercuoteranno su questo concertio.

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