Gianna Nannini presto a Como: «Canto la mia Hitstory con musicisti eccezionali»

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Sarà Gianna Nannini la star dell’imminente nona edizione del festival Como Città della Musica in programma dal 29 giugno al 17 luglio nell’Arena del Teatro Sociale. La rocker toscana si esibirà il 15 luglio alle 21.30  portando sul Lario il suo trionfale Hitstory Tour, pronto a una nuova tranche di date che terranno l’artista impegnata per tutta l’estate dopo aver incantato il pubblico con una memorabile esibizione sotto la pioggia, il 14 maggio scorso all’Arena di Verona, con oltre 10mila persone inzuppate a cantare e ballare con lei all’unisono tutte le 33 canzoni contenute nell’album celebrativo, Hitstory, appunto. La Nannini sta vivendo un momento professionale davvero esaltante e non vede l’ora di esibirsi con questo incredibile spettacolo anche di fronte al pubblico comasco (biglietti a 45 euro + 5 euro di prevendita disponibili alle casse del teatro in piazza Verdi 1).

Gianna, da qualche giorno è in rotazione radiofonica la versione live di uno dei più grandi e storici successi: America. Una sorta di ritorno alle origini?
Questa versione live è ideale per promuovere l’atmosfera che si respira al concerto ed è anche un modo per far conoscere ai più giovani un brano che all’epoca fu veramente dirompente per le sue tematiche e per le sonorità. Non c’era nulla di simile in Italia, e ora, questa versione arrangiata con gli archi a fondersi perfettamente con il rock, diventa un perfetto biglietto da visita per lo show. Non a caso la canzone è stata messa in apertura di concerto.

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Con questo tour ha riportato il rock sui palchi dei teatri, con una produzione che le ha permesso di mettere in primo piano la sua voce insieme a sonorità più asciutte e dirette, la cosa si ripeterà anche a Como?
Assolutamente sì. Sul palco con me ci sarà un gruppo ritmico composto da eccezionali musicisti – Davide Tagliapietra e Thomas Festa alle chitarre, Moritz Müller alla batteria, Daniel Weber al basso, Will Medini alle tastiere – con le voci delle coriste Isabella Casucci e Anna Camporeale. Inoltre, a impreziosire il tutto ci sarà anche il prestigioso sestetto d’archi Red Rock Strings di Lorenzo Borneo, Roberta Malavolti, Liuba Moraru e Chiara Santarelli ai violini, Lina Rusca alla viola e Davide Pilastro al violoncello. David Zard ha saputo evidenziare al meglio in questa produzione il contrasto e anche la fusione tra i suoni mediterranei italiani e la componente assolutamente internazionale del rock. Il risultato è micidiale.

Lo scorso anno ha ricevuto il Premio Elsa Morante, nell’ultimo album ha rinnovato la collaborazione con Isabella Santacroce: qual è il suo rapporto con la letteratura?
Sono stata onoratissima di ricevere il premio intolato a lei. La Morante la leggevo da ragazzina, la considero ancora oggi una scrittrice dalle tematiche molto rock e ne sono stata senza dubbio influenzata. Quella con la Santacroce è una vecchia amicizia. Seppur diversissime, tra noi nasce sempre un confronto stimolante. Le nostre collaborazioni nascono da colloqui molto introspettivi.

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Dopo questa felice parentesi di Hitstory, in cui ha raccontato la sua carriera, arriverà qualcosa di inedito?
Ho già pronto parecchio materiale, sarà qualcosa di completamente diverso, canzoni anche intellettuali e ricercate, perché non mi piace ripetere sempre le stesse cose, altrimenti finisce che le case discografiche ti spremono come un limone e puntano solo alle canzonette. A me piace mischiare le cose, lavorare come si lavora all’estero con la musica. In Hitstory è stato fondamentale l’apporto di produttori come Will Malone e in precedenza Alan Moluder: loro sanno far suonare le chitarre in maniera autentica, tra rock e Mediterraneo, possiedono una sorta di bacchetta magica. La melodia italiana è amatissima se presentata evitando i cliché. Io canto in italiano quando ci vado e viene apprezzato il mio modo di coniugare la melodia della lirica con i suoni e la grinta del rock. Recentemente perfino Ian Gillan, lo storico cantante dei Deep Purple, che ho incontrato sul palco di una rassegna, ne è rimasto impressionato.

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