Garbo talks: 35 anni di arte, coerenza, indipendenza

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https://i.ytimg.com/vi/kAAgzXOBws8/maxresdefault.jpgSono passati 35 anni da quel 1981 che lo vedero esplodere nelle classifiche italiane e nell’immaginario rock dell’epoca, primo artista nostrano a interpretare, per l’Italia, quella new wave che arrivava da Londra, da New York e dalla Berlino adottata da David Bowie come nuova centrale operativa. E, per chi c’era, per chi non ha dimenticato, Garbo resta un mito, un artista unico nel panorama italiano. Renato Abate celebra questa ricorrenza con il suo primo disco dal vivo, il doppio Garbo living 2016, pubblicato pochi giorni fa – come ormai da molti anni – da Discipline, la casa discografica / factory creativa a cui ha dato vita quando è uscito dai giochi dell’industria della musica. Artista di nicchia, di culto, definizioni di comodo quando non ci si vuole piegare a logiche commerciali che fanno a pugni con la coerenza e con le visioni artistiche personali. Questo ha portato Garbo lontano da quegli occhi che pensano che esista solo chi vive in televisione, ma non lontano dai cuori di una fan base che si è ritrovata, riscoperta e che si è anche accresciuta grazie ai social che hanno permesso ai seguaci dell’artista di creare una vera e propria community e per un musicista che è sempre stato all’avanguardia, questa seconda giovinezza telematica è assolutamente appropriata. Come ben sa questo zoccolo duro, la sua carriera prosegue senza interruzioni, con album sempre corrispondenti a progetti artistici di grande spessore (in questi giorni, commemorando la scomparsa prematura di Tommaso Labranca, si è parlato del movimento nevroromantico, nato proprio attorno a Garbo e alla sua opera più peculiare, Up the line, che lo avvicinava ai grandi dell’elettronica).

garbograffioL’ultimo lavoro di studio, per la prima volta condiviso con un altro artista, Luca Urbani (ex Soerba), si intitola Fine e, per certi versi, siamo vicini a quel punto. Nessun ritiro dalle scene all’orizzonte: la musica continua, arriveranno altri dischi, nuovi progetti, ma quello che attraverserà i principali club italiani sarà il suo ultimo tour. In questo senso Garbo living 2016 rappresenta un punto fermo nella storia artistica, tanto che il disco è stato preceduto da un’edizione limitatissima per collezionisti, racchiusa in una preziosa scatola di legno, andata a ruba in poche ore. La riscoperta del vinile e l’amore risvegliato per l’oggetto disco non poteva sfuggire a un musicista abituato a seguire i suoi lavori sotto tutti gli aspetti: prima c’era stato l’omaggio a Lucio Fontana di Un graffio, 45 giri “tagliato” in copertina personalmente da Garbo e condiviso con Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi dei Baustelle, solo due dei numerosissimi nomi del panorama contemporaneo che riconoscono debiti fortissimi nei confronti di questo artista che, lunedì 10 ottobre, realizzerà anche un dvd negli studi della Rsi di Lugano. È possibile prenotarsi per assistere gratuitamente a questo evento scrivendo a lorena.cattaneo@rsi.ch.

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