Gang, splendidi banditi senza tempo a Cucciago

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Scongiurata la pioggia (caduta fino a poco prima dell’inizio della serata), sistemato il palco in tempo record e nella corte del Castello di Cucciago è iniziata la festa. Domenica 30 luglio, ultimo appuntamento di Storie di cortile, rassegna musicale che da maggio ha animato alcune tra le più affascinanti corti del comasco, ha scritto il suo ultimo atto della stagione con un finale di successo. Sul palco, acclamati dal pubblico, sono saliti i Gang, animati dal cantante e trascinatore Marino Severini e presentati dalle parole di Alessio Brunialti che ha ripercorso la storia della band prima di lasciare spazio al rock dei fratelli Severini e dei loro musicisti.


Quattordici canzoni, 12 dagli album di successo pubblicati negli anni e due prese a “prestito” da due grandi della musica italiana e raccolte nell’ultimo album della band, Calibro ‘77, uscito nel febbraio di quest’anno: Io ti racconto di Claudio Lolli e Canzone del maggio di Fabrizio De André, «canzoni – dice uno scatenato Marino dal palco – per far cantare quelli un po’ in là con l’età». Un album pubblicato grazie a una eccezionale campagna di crowdfunding che ha raccolto oltre 46mila euro e ha permesso alla band di portare a termine un progetto ambizioso. Musica e parole in un connubio perfetto, con i Gang che dal palco hanno cantato storie di un tempo e storie presenti.

Da Alle barricate, in un salto indietro nel Paese agli inizi del fascismo, «agosto del ‘22» quando, canta la band, «l’Italia è rastrellata, passata per le armi dai fascisti casa per casa», fino al tempo presente, in uno struggente racconto del peregrinare dei migranti nel Mediterraneo verso la costa della salvezza, con Marenostro: «Marenostro guardali bene, sotto i piedi portano il mondo e negli occhi chissà quanta cenere». Due canzoni dell’album Sangue e cenere del 2015, queste ultime, che hanno fatto emozionare il pubblico, numerosissimo, accompagnato nella serata anche dalle note degli altri successi della band in scaletta: Giorni miei, Non è di maggio, Bandito senza tempo, La pianura dei sette fratelli, Non finisce qui, Sesto San Giovanni, Le radici e le ali, Paz, Kowalsky, per finire con Comandante.

Dopo il concerto, finale col botto con i fuochi d’artificio organizzati per la festa della Madonna della Neve.

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