Galliano e l’incantesimo dell’alba

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È uno dei compiti più difficili per chi organizza il Festival Como città della musica – leggi Barbara Minghetti e il suo staff – forse il più difficile di tutta la manifestazione. Realizzare, ogni anno, un concerto all’alba a Villa del Grumello che ripeta, possibilmente superi, i numeri dell’anno precedente. Oppure no, magari i trecento e più affezionati che, anno dopo anno, alba dopo alba, si ritrovano alle cinquemmezza del mattino per ascoltare musica non sanno neppure cosa vanno ad ascoltare, li intriga la situazione, la stranezza, il poter raccontare «Mi sono alzato molto presto» o «Non sono neppure andato a dormire». Sia come sia, per questa edizione è stato chiamato un gigante della musica mondiale come Richard Galliano. Un maestro, certo, per chi segue una via musicale come la sua, fatta di contaminazioni, di raffinate suggestioni, di passaggi tra il classico e il moderno senza soluzione di continuità, alla ricerca di un ponte lungo un oceano – e mezzo mare – che leghi il tango argentino alla musette francese. Chi lo conosce non è stato deluso: mentre il cielo si rischiarava alle sue spalle, il grande virtuoso francese ha offerto una perfomance da par suo, aprendo con un brano acconcio, Aurore.


Il repertorio ha spaziato attraverso la ricca carriera dell’artista. Tanghi, certo, ma anche un’interpretazione di Michelle dei Beatles (meglio, di Paul McCartney) mette in evidenza l’ispirazione francese dell’autore. Poi due vibranti omaggi a Edith Piaf, cui ha dedicato un album intero, Les amants d’un jour (qui la conosciamo come Albergo a ore) e La foule. Mentre il pubblico, sempre più numeroso con il passare dei minuti, assiepava tutto il parco della villa, coppie si lanciavano nel tango al suo interno: per pochi spettatori è stato uno spettacolo nello spettacolo.


Se nei bis ha omaggiato ancora la Francia di Charles Trénet, ma anche l’italianissimo Nino Rota con il tema de Il padrino, non poteva mancare Libertango, non la più originale, ma indubbiamente la più celebre composizione di Astor Piazzolla, alle cui note i ballerini hanno reagito immediatamente.

Chi, invece, non conosceva questo simpatico e misuratissimo signor Galliano, ha sicuramente fatto un incontro indimenticabile con un artista capace di rendere unica questa alba, forse la migliore tra le tante proposte nelle diverse edizioni di questo festival. L’appuntamento è per il prossimo anno, mentre la manifestazione continua con l’ultima replica de L’elisir d’amore di Donizetti martedì 5 luglio. Da sottolineare, a questo proposito, che alcuni coristi dell’opera, nonostante la recita della sera prima, hanno voluto presenziare anche a questo appuntamento. Una dedizione da premiare.

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