Finardi, un Sugo buono da 40 anni al Tittoni

Eugenio Finardi
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40 anni di Musica Ribelle, l’applaudito tour celebrativo di Eugenio Finardi, arriva sabato 11 giugno alle 21 al Parco Tittoni di Desio. Il celebre cantautore, guru degli indipendenti, simbolo della libertà artistica più totale, è tornato questa estate in concerto con uno spettacolo completamente nuovo per celebrare l’uscita di Sugo, il disco del 1976 che lo portò al successo e in cui sono contenuti, oltre alla canzone-manifesto Musica ribelle, alcuni tra i brani più rappresentativi della sua carriera: La radio, Voglio e Oggi ho imparato a volare. Musica ribelle è stato uno dei pezzi più importanti della canzone di protesta nata in quegli anni, un vero e proprio inno generazionale dal incedere arrembante, capace di agitare i cuori e accendere i dibattiti durante le assemblee studentesche. La produzione di questo show vedrà Finardi proporre per la prima volta dal vivo l’intera scaletta dell’album ricorrendo agli arrangiamenti originali degli anni Settanta e regalando riflessioni inedite sulla nascita dei brani del disco e sul metodo di lavoro in studio, allora completamente diverso da quelli utilizzati oggi.

Lo spettacolo ha avuto numerosi consensi durante la prima tranche , una sorta di anteprima, andata in scena dallo scorso aprile in alcune sale teatrali e anche in location all’aperto di particolare suggestione. Il piglio decisamente rock di questo rigenerato repertorio verrà garantito dal propellente di un quartetto di gagliardi collaboratori come Giovanni Giuvazza Maggiore (chitarra), Marco Lamagna (basso), Paolo Gambino (tastiere e pianoforte) e Claudio Arfinengo (batteria).

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Finardi è reduce da un viaggio in Cina dove si è esibito dal 3 al 5 giugno per tre date nei più prestigiosi teatri di Shanghai, Hefei e Pechino, ospite del celebre cantautore cinese Zhang Chu in un tour organizzato dallo studioso di interscambio culturale italo-cinese Zhang Changxiao per Italia & Cina Associazione Artistica Mandorla. L’eco del lavoro ormai quarantennale del cantautore è arrivata fino in Estremo Oriente. Riportare dal vivo l’intera opera contenuta in Sugo significa far conoscere al pubblico un mondo musicale e umano prezioso: un’iniziativa che non ha nulla dell’operazione nostalgia, e che è mossa dall’esigenza di rispondere a domande che oggi come 40 anni fa, aprono un dibattito: cosa significa fare musica ribelle? Chi sono i ribelli al giorno d’oggi e nella società civile? La lavorazione di Sugo aveva coinvolto alcuni tra i migliori musicisti Italiani, tra cui Walter Calloni, Lucio Fabbri, Patrizio Fariselli e Paolo Tofani, chiamati da Finardi a realizzare un progetto musicale che prese vita e identità proprio durante le registrazioni, a testimonianza di un approccio libero forse oggi andato perso. «Volevo che Musica ribelle fosse un pezzo utile e travolgente – racconta Finardi – che trasmettesse tutta la grinta e la potenza del rock ma con tutte le caratteristiche della musica italiana».

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